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New In Town: Becky Hill

Becky Primo del mese nuovo e io vi propongo la scoperta di una nuovo artista, emergente, che secondo me è da tenere d’occhio. Un po’ come Push di MTV (rubrica che mi ha permesso di scoprire metà degli artisti che ora ascolto tutti i giorni) con NEW IN TOWN voglio fare anch’io un po’ di semplice promozione gratuita a questi giovani che si affacciano sul mondo della musica. Perché? Perché spero che un giorno diranno “Ma guarda che gentile quel ragazzo che ci ha fatto pubblicità, DOVREMMO SDEBITARCI!” e via di featuring, interviste, popolarità, soldi, fama, red carpets e tutte quelle cose lì.

Ma non perdiamo tempo in banalità (…) e concentriamoci su una delle mie preferite voci inglesi di questa nuova generazione. Se inauguro la rubrica con Becky Hill dovete capire che per me è una ragazza che conta davvero tanto (anche se assomiglia in modo assurdo a Alison DiLaurentis. #PLL). Ha la mia età e questa cosa mi spaventa perché ha già avuto alcune collaborazioni nella Top10 inglese e io fatico a superare un esame in università. Roba da Sliding Doors proprio. Comunque, classe ’94, questa giovane ragazza la seguo da quando partecipò alla prima versione inglese del talent The Voice. Finì in squadra con Jessie J, ma, sfortuna vuole, non vinse. “Sfortuna vuole” un par di palle. D’altronde poca (pochissima) gente che vince partecipando ai talent fa qualcosa.

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Dentro lo Show: “The Voice Of Italy”

Ho sempre saputo che il mondo dello spettacolo fosse falso, ma non inteso come l’amico che ti dice che ti sarà sempre accanto e poi alla prima possibilità di fuga lascia tutto. Falso nel senso di costruito. Un falso che però ‘ci sta’ perché lo scopo è proprio quello di dare spettacolo e la vita normale non da’ quasi mai uno spettacolo sufficiente e allora bisogna pompare il tutto. Lo capisco, però proprio un paio di giorni fa ho avuto l’occasione (grazie all’altro Admin) di partecipare come semplice pubblico nelle registrazioni di un programma televisivo della casa Rai, The Voice. Poche parole: talent musicale, 4 giudici che giudicano solo la voce infatti sono di spalle durante l’esibizione del cantante, e niente di più. Molto semplice, si è rilevato un successo mondiale dopo che il format (che se non sbaglio è Olandese..) è stato venduto in USA e UK.. Come talent mi ha sempre affascinato, anche se devo ammetterlo, nelle versioni straniere (soprattutto anglofone) possono disporre di volti famosi universalmente (Christina Aguilera, Jessie J, Shakira, Usher, Adam Levine, Cee-Lo Green, Blake Shelton, Will.i.am, Tom Jones, Kylie Minogue…etc..) noi invece ci siamo accontentati, ma non per questo ci è andata male (Raffaella Carrà, Piero Pelù, Noemi, Cocciante sostituito quest’anno da J-Ax). Poteva andare peggio.

Torniamo al motivo di questo articolo, i pregi e i difetti del mondo dello spettacolo (guess who’s gonna talk about I DIFETTI? ahahahah sì io…)

la falsità dello studio: l’obbligo di alzarsi in piedi e di applaudire per qualunque cosa (anche se terribile, e fidatevi.. Qualcosa che proprio non era il massimo c’era..). Macchine, robot, nient’altro. “Il cantante ha cantato per più di 6 secondi? Non siete ancora in piedi ad urlare? Forza!”…… Continua a leggere

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