La diversità in tv è un problema costante, ma va sempre meglio

Come dice il titolo quando si parla di una corretta rappresentazione delle minoranze (e non) in TV ci sono stati sempre problemi, per esempio 10 anni fa (nel 2005) si contavano 14 personaggi (protagonisti e non) LGBTQ tra tutte le serie tv in onda (110 in quella stagione). Oggi, fortunatamente, la situazione è più rosea (e glitterata).

E’ uscito l’ultimo report della GLAAD (Gay and Lesbian Alliance Against Defamation), un’organizzazione no-profit che si occupa di promuovere una corretta rappresentazione delle minoranze LGBTQ allo scopo di eliminare la discriminazione, che ha analizzato tutte le serie tv americane in cerca di situazioni da migliorare nel piccolo schermo. television-diversity-emmy-nominations.jpg

Riporto per i più indaffarati i dati più importanti che sono risultati da questa ricerca e vi rimando al file completo se siete più curiosi (CLICCATE QUI). Naturalmente sono tutti dati presi da questo report e riferiti al mondo televisivo americano. Ovviamente non parliamo della televisione italiana che anche quando ha occasione di rivelarsi utile fallisce volontariamente (vedete il caso Clemente Russo/Bosco al GF VIP, per esempio) o per eccesso di pudore (Le Regole Del Delitto Perfetto su Rai Due).

Degli 895 personaggi regular nei programmi scripted (serie tv) delle reti generaliste (CBS, Fox, ABC, The CW, NBC) sono 43 quelli che fanno parte della comunità LGBTQ (un record) e si nota anche un +28 di personaggi ricorrenti; mentre nelle serie tv delle reti via cavo e a pagamento i protagonisti LGBTQ sono aumentati da 84 a 92, mentre i ricorrenti sono passati da 58 a 50.

Se si guardano invece le piattaforme streaming (Amazon, Hulu e Netflix) si contano 65 personaggi LGBTQ, tra regular e recurring, anch’essi in aumento. I personaggi transgender sono aumentati molto (da 7 a 16) su ogni piattaforma presa in analisi.

Mentre la rappresentanza di donne omosessuali è diminuita molto, sia sulle reti generaliste che non. Aumentata del 10% dall’anno scorso è invece la rappresentazione bisessuale, anche se si nota una più forte rappresentazione della donna bisessuale rispetto all’uomo, ancora molto forti sono gli stereotipi nella loro rappresentazione.

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Un problema che resta è la diversità multirazziale della comunità LGBTQ che resta al 71% bianca, nonostante la presenza, soprattutto afroamericana, in termini generali sia aumentata dallo scorso anno. Di fatto, il 20% dei personaggi regular è di colore; rimane problematica la controparte femminile (solo il 38% dei personaggi di colore in tv è donna).

Si nota anche un aumento della presenza di personaggi con disabilità (visibile o non) in tv. Da 0.9% a 1.7%. 

Infine, quest’anno si rivela che il 44% dei regular in tv (generalista) è donna e questo mostra un aumento di un punto percentuale dallo scorso anno. In un paese in cui le donne rappresentano il 51% della popolazione si può anche fare meglio.

A partire dal 2016 ben 25 personaggi queer femminili sono morti in tv, e si fa notare che lo scopo di queste morti servisse solo per mandare avanti gli archi narrativi dei protagonisti (spesso etero), e denunciano come questo possa diffondere un messaggio pericoloso riguardo al valore degli stessi personaggi LGBTQ.

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A questo proposito, volevo aggiungere un mio personale pensiero: io credo che il problema stia nel non avere abbastanza personaggi LGBTQ tra le linee dei protagonisti. Nella logica del telefilm il personaggio secondario è in funzione del protagonista, dunque, una sua eventuale morte non ha a che fare con l’orientamento dello stesso ma più con la sua natura di personaggio satellite. Parlo per esempio di Lexa (che mi avete fatto odiare) in The 100: la sua morte è stata un colpo al cuore per tutti, lo riconosco, ma non potete denunciare un accanimento contro la comunità LGBTQ perché il suo personaggio (secondario) in una serie sulla sopravvivenza e la guerra come è The 100 era destinato ad un’uscita di scena così brutta (dato che sul campo lei pareva non avere avversari validi l’unica possibile via era l’incidente, parere mio). A me sembra che proprio The 100 abbia sempre trattato alla pari i suoi personaggi uccidendo anche personaggi molto vicini alla protagonista (dal migliore amico, alla prima infatuazione, all’interesse amoroso ecc.). Quindi, in poche parole, la morte di un personaggio LGBTQ secondario non è il problema, il problema è avere solo personaggi LGBTQ secondari.

Spero di non avervi annoiato troppo, vi saluto, e vi chiedo di commentare e condividere l’articolo per poter far nascere discussioni, perché è solo col confronto che si cresce (ma niente sport agonistico che mi sale l’ansia).

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One thought on “La diversità in tv è un problema costante, ma va sempre meglio

  1. […] CBS, che continua la sua strada di serie tv con uomini bianchi protagonisti (viva viva la diversità), rischia di dover cancellare Pure Genius. Ma anche MacGyver non se la cava granché bene, però […]

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