La Notte Degli Oscars

Sono passati un paio di giorni dalla notte degli Academy Awards, conosciuti altrimenti come Oscar, ovvero l’evento più atteso dell’anno dall’industria cinematografia a stelle e strisce e mondiale(e per industria cinematografica mettiamo dentro di tutto: le majors che fino all’ultimo hanno spinto i “propri” film, i critici del settore che hanno scritto articoli e articoli, gli attori e i registi alla ricerca della notte della loro vita, gli spettatori che tifavano per un film o per un altro…).

Nonostante sia stata l’edizione meno vista, televisivamente parlando, degli ultimi 8 anni (conduzione Chris Rock) e sia stata fortemente criticata per l’assenza di candidature di persone di colore, ha dato vita a diversi momenti emozionanti e a spunti interessanti.

Il primo: nei prossimi decenni, questa sarà ricordata come l’edizione dell’Oscar di Leonardo DiCaprio. Ha vinto, trionfato e si è simpaticamente vendicato di quel mondo (quello dell’industria cinematografica) che per tutta la sua carriera lo aveva snobbato, negandogli sempre all’ultimo quell’agognato riconoscimento che si sarebbe meritato già anni fa. E fa niente se per vincerlo ha dovuto recitare in condizioni estreme e con la febbre, sfidare l’ipotermia (le scene in acqua di The Revenant sono state girate con temperature che toccavano a volte i -40 gradi), sottoporsi a 5 ore di trucco, calarsi in una vera carcassa di animale e indossare una pelliccia da 45 chili: tutto questo ha dimostrato ancora una volta la sua dote di grande attore.

Un premio a parte avrebbero dovuto darglielo anche per “miglior protagonista della serata degli Oscar”: dopo un bellissimo discorso a sfondo ecologista, ha dato vita a uno dei momenti più emozionanti della serata, quell’abbraccio tanto atteso con Kate Winslet, amica di vecchia data e sua compagna sul set del film che li consacrò entrambi, Titanic.

Ma il 29 febbraio è stato anche il giorno della consacrazione del regista messicano Alejandro González Iñárritu, vincitore nella sua categoria per la seconda volta consecutiva (The Revenant quest’anno, Birdman in quello passato): in due prima di lui c’erano riusciti e mai nessuno negli ultimi 50 anni. Regista di gran classe, si è ormai affermato come un peso massimo del cinema mondiale. La sua stella brilla ora nell’olimpo della settima arte.

Agli Oscar non mancano comunque le sorprese e l’edizione 2016 non ha fatto eccezione. A partire dal premio per il miglior film andato a Spotlight, pellicola già presentata al Festival di Venezia che racconta l’indagine condotta dal quotidiano The Boston Globe sulla copertura di casi di pedofilia in diverse parrocchie statunitensi. Ottimo film, ma i favoriti erano altri: The Revenant e Mad Max su tutti.

Mad Max. Proprio il film di George Miller che è riuscito a coniugare ritmi da blockbuster a qualità narrativa da film indipendente viene snobbato in diverse categorie in cui avrebbe potuto davvero dire la sua (miglior film, miglior regista), anche se alla fine di statuette se ne porta a casa ben 6, anche se tutte per premi tecnici (ovvero che non riguardano gli attori o i registi, ma ad esempio il montaggio, il sonoro, la scenografia e via dicendo). “Buttale via”…

Il premio come miglior attrice protagonista va a Brie Larson (Room), miglior attrice non protagonista invece è Alicia Vikander (The Danish Girl, film meraviglioso con uno straordinario Redmayne, già vincitore come miglior attore l’anno scorso) mentre Stallone perde clamorosamente nella categoria di miglior attore non protagonista maschile a favore di Mark Rylance (Il ponte delle spie).

Infine, oscar al miglior film d’animazione per Inside Out, capolavoro di una Pixar che finalmente sembra essere tornata ad alti livelli narrativi e qualitativi.

Ovviamente questo articolo è molto veloce e non riassume tutto quello che è successo nella notte degli Oscar, per quello ci sono testate giornalistiche più accreditate, ma ci piaceva comunque confrontarci con voi su quanto successo, raccontandovi le nostre sensazioni.

Ma un articolo su questa edizione degli Oscar non si può concludere senza prima aver fatto i complimenti a un maestro del cinema italiano e mondiale: Ennio Morricone, vincitore nella categoria per la miglior colonna sonora.

 

 

Emanuele

 

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