Addio The Hunger Games

Addio Hunger Games.

E speriamo sia davvero un addio, che non escano sequel, prequel, newquel o altre idee geniali partorite da qualche mente malata di Hollywood, una mecca del cinema purtroppo sempre più spesso votata al guadagno e non ai bei film.

Non fraintendetemi, Hunger Games: il canto della rivolta parte II non è un brutto film, non è un film fatto male e non è nemmeno un film stupido. Ma dopo aver accettato una divisione in due capitoli dell’ultimo libro, divisione tra l’altro molto più forzata di quella che era stata fatta con Harry Potter e con la saga di Twilight, e un primo film finale completamente inutile e più lento di un macchina senza benzina, mi aspettavo decisamente di più da questo film. Mi aspettavo di più in qualità di fan, in qualità di lettore dei romanzi e in qualità di spettatore cinematografico.

Fermo restando che anche i libri, a giudizio di chi scrive, sono pieni di parti lente e di altre troppo veloci e affrettate (non si può descrivere la morte di un protagonista in nemmeno mezza riga), questo film non fa nulla per migliorarle ma, anzi, se può ne peggiora e accentua i difetti.

Per la prima metà del film non succede nulla e sembra esattamente la copia di Hunger Games: il canto della rivolta parte I. Poi, quando finalmente si giunge a quella parte della storia che vede lo scontro finale e in cui uno spera di trovare tanta azione e adrenalina… Beh, delusione, delusione e delusione.

Nonostante certi momenti davvero ben fatti (fuga nei condotti sotterranei, narrazione delle vicende del team che segue Katniss e il rapporto Katniss-Peeta) rimane la sensazione di trovarsi purtroppo ancora davanti a un film narrato comunque lentamente.

Lo scrivevo l’anno scorso e lo riporto anche adesso: un film non può basarsi solo su Jennifer Lawrence e sulla sua mostruosa capacità di recitare, ci vuole anche altro. Da un film che deve concludere una delle saghe più epiche degli ultimi anni te lo aspetti.

Se dovessimo guardare la saga di Hunger Games ora che è conclusa ci troveremmo davanti a due primi capitoli (Hunger Games e Hunger Games: la ragazza di fuoco) di una qualità davvero incredibile e rara, mentre gli ultimi due farebbero esclamare <<ma siamo seri? appartengono alla stessa saga?>>.

Forse sono troppo esigente, ma in fondo io a questa storia ci ero davvero affezionato. Aveva finalmente elevato una ragazza fragile ed insicura (a differenza dei soliti eroi maschili) ad eroe di una grande storia e l’idea era stata premiata con un grandissimo successo. Questo rimane il principale merito di Hunger Games, merito che nessuno potrà mai togliergli.

Grazie di tutto Katniss.

 

Annunci
Contrassegnato da tag , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: