La grammatica di Dio di Stefano Benni

la grammatica di dio

Ho finito di leggere da qualche settimana questa raccolta di storie brevi, in cui Stefano Benni ci mostra un’umanità variegata, a volte giocosa, a volte malinconica.

Sono diverse le storie e non tutte riuscite.

Avviso che da qui in avanti saranno presenti numerosi SPOILER.

La prima, quella del cane, nonostante il finale pregno di umorismo nero, mi ha lasciato un po’ perplessa. Credo fosse un (mal) riuscito tentativo, per me, di prendere in giro le esagerazioni di certi animalisti che possono provocare l’effetto opposto nelle persone.

Altre storie credo di averle completamente rimosse, alcune invece mi sono rimaste in testa, in particolare quella del vecchietto, rinchiuso suo malgrado in una casa di riposo, che ottiene la “libertà” a modo suo, vendicandosi dell’arrogante primario. Una lezione agli uomini di potere, che pensano di poter governare tutto e tutti, violando le scelte personali della gente.

Credo che nel vecchietto, per quanto folle e forse proprio per questo, si siano identificati in molti. Quante volte ci sarà  venuta la voglia di demolire le sicurezze di certe persone che si ritengono dio pronte ad imporci la loro volontà? Il “diabolico” anziano, con il suo gesto estremo, ha vendicato tutti noi.

Non ho apprezzato particolarmente la storia della mezza redenzione del manager, che, dopo un primo ripensamento, ha ripreso la pessima strada che stava seguendo e ha imboccato la via della morte in solitudine. Mi rendo conto che una totale redenzione forse sarebbe suonata banale, però così lo è altrettanto. Almeno per me. E’ la classica storia dell’uomo che per paura finge di cambiare, ma poi torna la carogna che era, perché infine era grigio e vuoto.

Banalissimo e molto scontato.

la-grammatica-di-dio

Meraviglioso il racconto della strega, alla ricerca disperata del suo “mentore”, si imbatte in una serie di personaggi uno più bizzarro dell’altro, trovano il modo un po’ perverso di vivere la sua vita, da diversa e nel contempo vendicarsi di certi ometti.

E’ una tematica che si ripete molto spesso in questi racconti.

Il diverso, l’emarginato, il recluso, trovano la maniera di averla vinta sulle avversità della vita, forse proprio per le loro stranezze, per sentirsi parte del creato e nel contempo esclusi dal resto del gregge.

Emblematica, in tal senso, la storia finale dove il vecchio pescatore riesce a sconfiggere la Morte in una diatriba verbale sulla speranza di poter andare insieme a pescare con l’amato figlio.

La speranza, una tematica difficile da trattare, difficile perché si sfocia spesso nei luoghi comuni, mentre Benni ne parla con semplicità, facendola sentire nostra, grazie ad un magistrale tocco di follia, essenziale per continuare a vivere.

E forse la grammatica di Dio è proprio questo.

Annunci
Contrassegnato da tag , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: