Come leggere gli ascolti TV: guida per ignoranti

Vi siete mai trovati nella situazione di non capire perché una serie tv fosse arrivata alla fine? Fosse cancellata? Anche se a voi piaceva davvero tanto? Bisogna parlare di ascolti, budget, fragore mediatico, cast, produzione… e voi così:

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Sì, facile dite voi, se conoscete l’argomento vi ci vuole un attimo a capire quale serie è una BOMBA, quale un fallimento annunciato e quale invece resta in bilico. Io stesso più volte mi sono messo a capire questi meccanismi tecnici ed economici della tv e il risultato? Ora è molto più chiaro. Solo che le guide che si trovano in internet possono essere troppo complicate, meglio qualcosa di facile e immediato.

Partiamo dalle basi, quello che importa alla gente che ha il potere, che ha i soldi, quella importante è la fascia di pubblico compresa tra i 18-49 anni, rispetto al pubblico totale. Perché? Per la pubblicità. La pubblicità (quindi intendo azienda produttrice di beni di consumo o altro) infatti ha più interesse in questa fetta di pubblico perché è alla fine quella che compra, e dato che la pubblicità paga per mandare in onda i propri spot, più pubblico di questa fascia guarda un programma e più sono disposti a pagare per lo spazio pubblicitario. Semplice.

Da qui il principio (che ho appena stabilito) RATING ALTISSIMO -> RINNOVO SCONTATISSIMO

Ma i dati che ci vengono forniti certe volte prevedono due numeri a confronto, per esempio possiamo avere un 1.5/3, e allora? Tranquilli, l’1.5 in questo caso fa riferimento al pubblico 18-49, quello che conta, mentre il 3 è lo share. Lo share è la percentuale di televisioni accese e sintonizzate su un canale. Quindi, in questo caso, il 3% delle televisioni accese in tutto il paese erano sintonizzati su un tale programma in un determinato momento (nel caso degli show televisivi si fa una media della durata dell’episodio).

Vi spiego con un esempio la questione dello share per chi avesse una mente più pratica; Sanremo in Italia fa uno share del 30/40% a serata, una cosa ASSURDA, che si traduce con: “quasi la metà (30/40%) di TUTTI quelli che avevano la TV accesa stava guardando Sanremo!”. Lasciando perdere Sanremo che di per sé è un vero e proprio evento nazionale, parliamo dei programmi di Maria De Filippi, dove ovunque la piazzi fa picchi di share incredibili. Si arriva a serate con 25/30% di share con C’è Posta Per Te o Amici o qualsiasi cosa si metta in testa di fare Queen Maria.

Quindi, aggiornando i fondamentali: RATING ALTO + SHARE ALTO ->  RINNOVO!

Ma torniamo in USA, che è quella che più ci interessa. Naturalmente questi tecnicismi mettono in luce il successo di una serie televisiva o di un qualsiasi programma televisivo, ma non la loro qualità. Non è detto che più un programma è seguito e più è bello. E questa è una delle croci che noi appassionati di serie tv dobbiamo mettere in conto.

“Ma come mai alcune serie tv, che fanno ascolti pessimi, vengono rinnovate?”

Beh, molte sono le variabili. Ovviamente dipende prima di tutto dalla rete che la trasmette. Un esempio, la CBS è una grande e stabile rete che difficilmente si accontenta di programmi che fruttano 1 punto di rating, quindi, se la vostra serie fa rating bassi e si trova su una grande rete (CBS, ABC, NBC e in parte Fox) allora preparatevi al peggio. Ma se invece è trasmessa su una rete con minor seguito, come può essere la giovane The CW (o reti minori come TNT, SyFy, USA Network, FX, Cinemax, MTV, ABC Family, ecc), state certi che 1 punto di rating è davvero tantissimo!

Esempio velocissimo: The Flash (anno 2014/2015) ha debuttato con un consistente 1.9! Una cosa davvero rara per la The CW, per questo non stupisce il rinnovo arrivato in via ufficiosa già con il secondo episodio assestato intorno all’1.7.

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Poi va considerato che gli show si scontrano ogni giorno tra di loro, quindi se uno show tenace ma comunque molto ridotto all’osso in termini di seguito come Supernatural si schiera contro Empire (la vera bomba di questa stagione televisiva) poco importa se non registra numeri da capogiro, è molto importante se invece riesce a resistere e a restare sul suo 0.7 di rating (siamo comunque sulla TheCW). Ah, naturalmente si possono scontrare anche con eventi (sportivi, artistici) come il Superbowl o gli Oscars; vi siete mai chiesti perché ogni tanto ci sono delle “pause” di una settimana per un po’ di serie tv? Beh, si evita di mandare in onda una puntata che sarà vista da pochi.

Poi molto importante è l’analisi dell’andamento di questi dati nel lungo periodo, se si mantengono stabili e assicurano un buon introito allora si salvano, se non c’è molta altra carne sul fuoco in quella particolare rete si salvano (se cancellate tutto poi cosa fate? Si riparte da zero?). Se il rating, dopo il consueto abbassamento dalla premiere, invece tende ad aumentare (che è abbastanza raro, di solo va diminuendo col tempo) un rinnovo potrebbe essere molto probabile.

Altre piccole curiosità: il venerdì ha meno ascolti in termini di pubblico in generale. Perché il venerdì sera si esce a fare serata e non si sta in casa a vedere la televisione ragazzi (certo…….). In altre fasce orarie alcune reti si sono rassegnate, in quanto contro ad alcune potenze consolidate non possono proprio vincere e, quindi, si accontentano, per così dire, di ascolti più contenuti. Poi ci sono un sacco di altre variabili che possono aiutare o precludere un rinnovo, come la vendita all’estero del tuo show, se il tuo prodotto si vende facilmente, anche se fa pochi ascolti i soldi in tasca te li porta e, quindi, abbiamo un motivo in più che allunga la lista dei pro per un rinnovo. Di sicuro anche la critica conta, o i premi che guadagnano nei vari Critics/People Choice/Emmy/Golden Globes etc. Nonostante tutto, però, il pubblico ha più importanza.

Altro discorso per le cable tv, le pay tv, dove importa relativamente l’ascolto della serata, quello che conta è il numero degli abbonati. A Sky (in Italia) o sulla HBO/AMC (in USA) poco importa se un suo programma in prima serata voi non lo guardate, tanto l’abbonamento glielo pagate comunque. Ovvio che se si fanno pochi ascolti e non si crea un pubblico un rinnovo è praticamente inutile (anche perché costa fare i programmi) ed è meglio investire in un possibile successone.

Ne volete ancora? Vediamo…

Il costo di una serie tv ha un peso enorme per i rinnovi o le cancellazioni. Le comedy generalmente costano ‘poco’ rispetto a programmi di almeno 40/50 minuti di trasmissione. Ovvio. Per mantenere uno show che sfrutta molto gli effetti speciali (Agents Of SHIELD, Game Of Thrones, The Walking Dead) bisogna usare molti soldi, rispetto a show (Scandal, Jane The Virgin, Grey’s Anatomy) in cui la maggior parte dei soldi finiscono nelle tasche delle star che ne fanno parte. Se, quindi, uno show ti costa tanto e non ha un solido seguito, beh, si può dire quasi spacciato.

Il fragore mediatico poi è importantissimo. Prendete Glee. Glee è stato un vero e proprio fenomeno. Ha riportato la Fox tra le big; si è ricreata una nuova immagine, più fresca e dinamica. Oltre agli ascolti questa particolare serie tv produceva un sacco di merchandising, che andava dai cd di cover cantate dai protagonisti, ai libri e chi più ne ha più ne metta. Parlo di Glee ma potrei parlare anche del Grey’s Anatomy di qualche anno fa, di Lost, o del recente The Walking Dead che insieme a Game Of Thrones segnano record su record di ascolti.

Questa potenza risulta anche dal mezzo che ormai è diventato la bussola per tutti gli appassionati di tv e per chi per la tv ci deve lavorare: Twitter. Molti magari non sanno che vengono contati i tweet in cui si parla di una certa serie tv. Più ‘se ne parla’ più una serie mostra il proprio impatto. Parlo di Twitter ma potrei parlare benissimo anche di tumblr. Pretty Little Liars è forse la serie più ‘twittata’ (e conosciamo benissimo la qualità di questo show); Supernatural su tumblr. ha un riscontro mostruoso. Addirittura molte serie tv sono twittatissime ancor prima di andare in onda (American Horror Story: Hotel con Lady Gaga è la più attesa, a quanto si dice su Twitter).

Una parolona che potreste aver incontrato è Syndication, che in realtà è un termine molto semplice. Consiste nella vendita dei diritti di trasmissione di una serie tv (in questo caso) a piccoli network locali da parte delle grandi emittenti (CBS, NBC, ABC, Fox, The CW). In pratica, repliche. Non tutte le serie però vengono prese in considerazione, d’altronde per riempire i piccoli palinsesti servirebbero un gran numero di puntate. Si prende come numero minimo 88 (che si può ricavare con 4 stagioni da 22 episodi ciascuna). Per questo alcune serie tv arrivate a stento sul finire della terza stagione possono avere una quarta stagione assicurata. Perché  arrivati a questa disponibilità la serie può essere venduta ai piccoli network ricavandoci soldi.

Ultimo dettaglio riguarda gli ascolti in differita. Come sappiamo, grazie alla possibilità di registrare gli episodi per rivederli in un secondo momento, noi riusciamo a stare al passo con tutte le nostre passioni. Ebbene vengono calcolati anche questi dati. Ci si ricollega al fattore concorrenza; può capitare che in uno stesso slot orario ci siano 3 episodi su 3 reti diverse che vuoi vedere e ne puoi scegliere soltanto 1 (una tortura in pratica). In questo caso grazie alle piattaforme on-demand possiamo evitare lo streaming illegale. Le emittenti tengono conto anche di questo, se una serie aumenta in modo consistente grazie a queste scappatoie si può optare per un rinnovo (o, almeno, con l’essere più clementi).

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3 thoughts on “Come leggere gli ascolti TV: guida per ignoranti

  1. […] ascolti televisivi vi invito a dare un’occhiata alla (lunga ma) semplice scaletta che trovate qua […]

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  2. […] gli ascolti televisivi vi invito a dare un’occhiata alla (lunga ma) semplice scaletta che trovate qua […]

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  3. […] Se volete capire meglio cosa vogliono dire paroloni come ratings, ascolti, slot, lead-in e DVR andate a leggere la guida che ho scritto per capire come leggere gli ascolti tv! (QUI) […]

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