New In Town: Melanie Martinez

Mel

Dopo un mese di pausa ritorno a parlare di newbie nel mondo musicale. MI sposto in America e vi presento Melanie Martinez, forse qualcuno di voi se la ricorda per la sua partecipazione al talent di maggior successo dell’ultimo decennio The Voice (terza edizione per essere precisi, Team Adam Levine). Ha appena 20 anni (nata nel 1995 con origini portoricane e dominicane) e già una propria immagine e e un fanbase nel mondo musicale; cosa non molto facile da ottenere ai primi passi.

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Mi innamorai di lei all’audizione quando portò una versione rivisitata e acustica di Toxic di Britney Spears; la sua permanenza nel talent fu un susseguirsi di piccole perle cantate con quel misto di voce sicura e rotta nello stesso momento. Se volete ascoltare alcune sue cover da segnalare sono: Lights (di Ellie Goulding), Bulletproof (La Roux), Seven Nation Army (cover degli The White Stripes che raggiunse anche la top 10 su iTunes tra i brani più venduti) e anche Crazy (Gnarls Barkley) di cui riesce a dare un’interpretazione capace di rendere tutto anche abbastanza malinconico e affascinante.

Munita di un’immagine da ragazza alternativa, minuta, ma con la testa sulle spalle e con le idee chiare sul tipo di musica che vuole fare a metà del 2014 rilascia l’EP Dollhouse anticipato dal dark-themed singolo omonimo. In Dollhouse, come in ogni sua canzone, non abbiamo filtri, Melanie ha la capacità di raccontare e trasmettere senza mezzi termini, “look at my mom, she’s got it going on, you’re blinded by her jewelry. When you turn your back she pulls out a flask and forgets his infidelity. Uh-oh, she’s coming to the attic, plastic, go back to being plastic” così racconta alla bambina che gioca con lei nella sua casa delle bambole in cui vive. Dove le apparenze non confermano la realtà.

Quest’aria dark è presente anche in Carousel, canzone usata nei trailer che andavano ad anticipare la trasmissione della quarta stagione di American Horror Story, Freak Show (forse la peggiore stagione, Melanie mi hai attirato e me ne sono pentito). Da qui in poi si è impegnata sul serio nella produzione del suo primo LP, che vede la luce il 14 Agosto di quest’anno; album anticipato da un singolo più catchy, Pity Party. Pity Party che contiene una sample del successo di Lesley Gore, It’s My Party. In seguito viene rilasciato Soap come singolo promozionale e, infine, Sippy Cup (che col video fa seguito alle vicende narrate in Dollhouse).

L’album ha debuttato al sesto posto della classifica degli album più venduti in USA, vendendo 40mila copie nella sua prima settimana, e al primo posto nella Top Alternative Albums. Sono molto contento di questa fedeltà che si è creata fin da subito grazie alla sua genuinità e sincerità. E’ un’artista che non ha bisogno di sollevare polveroni con altre star per far parlare di sé, cosa abbastanza rara ora come ora (ho appena finito di vedere i VMA condotti da Miley Cyrus un attimo fa).

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Auguro un grande successo quindi a Melanie e spero che con questo breve articolo io vi abbia dato la possibilità di scoprire una vostra nuova musical crush. Se vi piace Melanie Martinez vi consiglio di ascoltare qualcosa anche di Halsey, Troye Sivan e Tove Lo.

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