Il Trono di Spade: commento episodio 5×07 (SPOILERS)

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5X07: “THE GIFT”

La parola del giorno è “vendetta” e il perché lo capirete alla fine.

E’ andato in onda ieri sera il settimo episodio della quinta stagione de “Il Trono di Spade”, intitolato “The Gift” e, povero lui, le aspettative del pubblico erano alte.

“The Gift” è stato da molti chiamato a innalzare le sorti di una stagione che la maggior parte degli spettatori hanno giudicato, già dal quinto episodio, non all’altezza delle aspettative che una serie come “Il Trono di Spade” ha suscitato dopo quattro stagioni impeccabili.

Ci è riuscita? Vediamolo insieme.

Theon proprio non ne vuole sapere di farsi amare dagli spettatori che, accecati dalla rabbia funesta scaturita verso di lui soprattutto dopo il sesto episodio, non si fermerebbero dal dargli contro nemmeno dopo mille tentativi di dirgli che sarà pure stronzo di base, ma se si comporta così è perché il caro Ramsay l’ha torturato non solo fisicamente, ma anche psicologicamente. Tuttavia anche i più comprensivi si saranno lasciati sfuggire un “MUORI” dopo che il giovane Greyjoy, nonostante le suppliche disperate di una Sansa imprigionata e torturata, non solo va a dire al suo padrone che la sua neo-sposa vuole fuggire, ma fa anche il nome di chi aveva intenzione di aiutarla.

Così assistiamo alla macabra scena in cui la dolce vecchiettina che aveva con tanto ardore offerto il suo aiuto a Sansa (brividi quando ha aggiunto “Il Nord non dimentica”), viene presentata alla nostra giovane sfortunata come uno dei tanti giochi di Ramsay, torturata e uccisa, senza pelle. Un moto d’orgoglio e una lacrimuccia ci sono scesi quando i nostri cuori da figli del nord hanno sentito che la donna ha resistito “fin quasi alla testa”.

Sansa si ritrova quindi di nuovo prigioniera, di nuovo “sansa speranza” (che burloni che siamo) e tutto per colpa di chi? Di Theon.

Quindi, caro Theon/Reek… non fare quella faccia da cane bastonato. Because a sausage doesn’t make a man.

Poco più a Nord, assistiamo alla tanto attesa ripresa da parte di Stannis Baratheon che f-i-n-a-l-m-e-n-t-e riconosce la rossa Melisandre per quello che è: una pazza.

Cioè ma vi pare che questo voleva sacrificare la dolce Sheyreen perché “nel sangue di un re c’è potere”? Ma sei fuori? Ti avremmo potuta perdonare per averci provato con il nostro Jon Snow ma questa proprio no. Grida di gioia quindi quando Stannis l’ha cacciata fuori con un secco “Get out!”, quando ce vò ce vò.

Dall’altra parte del mare stretto, assistiamo totalmente indifferenti alla scena dove Jorah Mormont e Tyrion Lannister vengono venduti ad un tipo che somiglia a qualche allenatore di una grande squadra di calcio (close enough).

Sarò anche extra-cinico ma se non ci fosse stata questa scena non ne avrei sentita la mancanza (anche se ammetto che sia logisticamente necessaria).

Il bello arriva quando il nostro Jorah ottiene la possibilità di combattere in una “fossa minore” in attesa di poter arrivare in quella vera e propria per poter incontrare la sua Khaleesi. Ma… cosa succede? No, davvero? LA KHALEESI E’ QUI. MA TE GUARDA IL CASO.

Scivolone da facepalm degli autori che non solo inventano tutta una storyline, ma la stringono all’inverosimile per arrivare subito al succo. Da un estremo all’altro.

Comunque, prevedibile la reazione di Daenerys, nel vedersi davanti prima l’uomo che aveva cacciato e poi quello che crede essere uno dei suoi nemici peggiori nel continente occidentale che le si presenta come se nulla fosse dopo che una guardia che aveva il compito di controllare che non scappasse taglia le catene in un gesto di insensata simpatia (ma che…?!).

Apprezziamo di più la scena in cui Daenerys si prende una pausa dal suo essere Khaleesi e se la spassa con il bel Daario Naaharis nel letto, invidiandola profondamente e lanciando opinioni: “Personalmente io lo sposerei, questo qui”.

A Dorne nel frattempo facciamo la conoscenza di un personaggio che fino ad ora è sempre apparso ai margini della storia, sempre in balia della volontà dei “più grandi”: Myrcella Baratheon. Il nostro bel Jamie la incontra nella sua “cella” per spiegarle che è venuta a prenderla per il suo bene ma la giovane non ci sta: suo zio (ehm) che sembrava averla ormai dimenticata da anni torna per riprenderla con delle scuse campate per aria (“E’ complicato”, senti Jamie, taci) proprio ora che lei e il suo bel Trystaine si sono giurati amore eterno? Ma scherziamo. Myrcella tira quindi fuori la leonessa che è in lei e dimostra di essere la degna figlia di Cersei Lannister, colpendo Jamie nel suo più profondo io paterno con un “You don’t now me!”. Ahia, brucia.

A proposito di Leoni e Leonesse, la stessa Cersei Lannister sta attraversando un brutto momento genitoriale davanti alla rabbia del suo caro Tommen all’idea che la sua amata Margaery sia imprigionata ingiustamente senza che lui possa vederla o fare qualcosa. Quando Cersei rassicura il figlio dicendogli che farà di tutto per renderlo felice, quasi ci crediamo, confidando nel buon senso materno che la donna ha sempre dimostrato verso i suoi cuccioli. Ma no, nemmeno lei vuole farsi amare e allora eccola a lodare l’Alto Passero per la “sistemazione” della povera Margaery, sporca e incatenata in una cella sudicia, tanto disperata da perdere quella compostezza e solarità con cui l’abbiamo conosciuta per scagliarsi contro Cersei con la frase che tutti abbiamo sempre avuto in mente “Vattene, malefica puttana!”. GO MARGERY!

Ma il momento più succulento della puntata arriva ora. Non abbiamo capito subito cosa stava succedendo, immersi com’eravamo in quella brodaglia d’odio alla sola vista di Cersei e l’Alto Passero che conversano, la coppia più odiosa dell’intero telefilm. Ma quando abbiamo iniziato a capirlo, la gioia è sbocciata nel nostro cuore, una gioia infantile che ci ha fatto sbarrare gli occhi e chiederci “Sta succedendo davvero?”. Chi ha letto i libri questa scena se la poteva aspettare ma è stata come la prima volta anche per noi, tanta era la gioia nel vedere Cersei Lannister beccarsi quello che si merita e venire imprigionata dalle stesse persone di cui si era servita per sbarazzarsi dei suoi nemici. Perché se c’è una santa in questa serie, sicuramente non è Cersei. La fine della puntata quasi si perde nel senso di appagamento nel vedere uno dei personaggi più odiosi della seria ottenere quello che si merita e quasi ci viene da dire che l’episodio si sarebbe dovuto intitolare “Vendetta!”, perché questa è la parola che non riusciamo a smettere di dire. Ringraziamo Dito Corto e Olenna Tyrell, che riconosciamo dietro a questo avvenimento, e persino D&D, per aver reso così sublime una delle scene più attesse da molti.

Ci poniamo quindi di nuovo la stessa domanda: “The Gift” è riuscita a riscattare le sorti di una stagione che molti davano per morta? Si. Si, si e mille volte si. Anche solo per la scena dell’imprigionamento di Cersei, ne è valsa l’attesa.

D’ora in poi, quindi, a tre episodi dalla fine, la nostra eccitazione è rinata perché, cattivi come nessun’altra serie tv ci ha resi mai, non vediamo l’ora di vedere cosa succederà alla Regina Cattiva; dopo quattro stagioni in cui (nonostante abbia avuto anche lei le sue sfortune) abbiamo assistito al suo dispensare cattiveria ovunque, la sola idea che possa pagare per aver fatto soffrire i nostri personaggi preferiti ci terrà attaccati al computer in attesa dell’ottavo episodio, che debutterà tra una settimana con il titolo “Hardome”.

Che dire, quindi… a settimana prossima!

Valar morghulis!

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