On Wednesday We Review… “My Everything” by Ariana Grande

OWWR

ARIANA GRANDE – “MY EVERYTHING”

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Ariana Grande è uno di quei personaggi ormai non più tanto rari che ci portano a guardarli un attimo e a chiederci “Ma come’è che è famosa?”O almeno questo è quello che succedeva un anno fa.

Ariana Grande-Butera (origini italiane, hell yeah) ha ottenuto la sua prima fetta di notorietà come attrice in alcune serie dell’emittente televisiva per ragazzi Nickelodeon (Victorious e Sam&Cat), il che farebbe pensare a lei come l’ennesima giovane ragazza attraente con il sogno di fare la cantante alla mercé del maligno star-biz intenzionato solo a macinare soldi su soldi su un bel faccino come il suo. Uno stampo un po’ ritrito che tutti chiameremmo “The Disney Channel’s way”. E non dite che non è vero.

Tuttavia Ariana sfodera un’arma che non tutte le ex-child star possono dire di avere: una gran voce. La mette subito all’opera partecipando a varie colonne sonore e a qualche spettacolo teatrale (A Snow White Christmas) prima di pubblicare nel 2013 il suo album di debutto “Yours Truly” che nonostante abbai riscosso un più che grande successo negli U.S. dove raggiunge la posizione numero uno della Billboard’s Top 100, certificando Ariana come un prodotto di indiscutibile successo nel mercato Americano. A noi europei tuttavia, il suo nome ci suona quasi sconosciuto se non per qualche comparsata su qualche rivista di moda straniera: immaginate il mio strupore quando ho trovato un articolo di quattro pagine su di lei nella rivista V Magazine. Ariana ha all’attivo anche una canzone con il da noi conosciutissimo Mika, intitolata “Popular Song“.

Tuttavia, questa quasi sconosciuta non ha intenzione di rimanere tale per molto, anzi, al giorno d’oggi si potrebbe anche dire che ci siamo stancati di vederla un po’ dappertutto. LET’S BE HONEST.

Con l’avvicinarsi della data di uscita del suo secondo album “My Everything”, Ariana ha messo su una campagna promozionale da far rabbrividire Britney Spears… dei tempi migliori. Il primo passo è il brano “Problem” in collaborazione con la donzella più chiacchierata del rap al giorno d’oggi, l’australiana Iggy Azalea, il cui successo si espande in un battito di ciglia a macchia d’olio, raggiungendo ogni angolo del mondo che Ariana non aveva toccato con i suoi precedenti lavori. Quel riff di sassofono diventa un motivetto tanto accattivante quanto disturbante, facendo passare il brano dall’essere pericolosamente addictive a diventare una specie di maledizione che, in stile “Happy, siamo arrivati a ritrovarci su sei stazioni radio consecutive in qualcosa tipo venti minuti di macchina. Un vero e proprio mostro.

Ma una domanda sorge spontanea? Qual è stata l’arma segreta che ha catapultato Ariana Grande da un fenomeno a stelle e strisce alla new entry del panorama pop mondiale? Facile: il cambio di look.

A costo di sembrare cinici, affermiamo in tutta onesta che, tristemente, scoprire un po’ di pelle porta inevitabilmente ad un successo maggiore. Ariana, per l’appunto, è passata dai vestiti a stampa floreale, cerchietto con fiocco e boccoli setosi (sembrava uscita da “Piccole Donne”, giuro) a shorts attillati, top borchiati, stivali in latex da sopra il ginocchio e una coda alta da vera dominatrice. Il fatto che, tuttavia, non abbia perso il suo fare da “ragazza della porta accanto” le ha assicurato l’amore e la devozione dei fan che si erano affezionati alla sua versione precedente, cosa che ad altre sue compagne (c’è ancora gente che preferisce Hannah Montana a Miley Cyrus, sapete?) non è riuscita bene.

Ma Ariana non ha intenzione di diventare una one hit wonder e trova di nuovo il modo di infilarsi nei nostri I-Pod partecipando al ‘threesome’ pop più scoppiettante dell’anno, affiancando l’inglese Jessie J nel brano “Bang Bang” dove appare anche la nostra cara Nicki Minaj, completando una ricetta per il successo assicurato. Ancora sull’onda del successo di “Bang Bang” ecco arrivare un nuovo featuring per Ariana, questa volta con il d-j Zedd, nel secondo singolo estratto dal suo sempre più vicino album, dal titolo “Break Free”. Un vero e proprio inno da discoteca, quella canzone che da sobrio o da brillo, in un club o di ritorno in macchina, riesce a farti perdere tutti i freni inibitori e a lanciarti nell’impossibile cover urlando a pieni polmoni “THIS IS THE PART WHEN I SAY I DON’T WANT YA! I’M STRONGER THAN I’VE BEEN BEFORE!”. Tanto catchy quanto destabilizzante.

Con l’uscita di “My Everything” tuttavia, Ariana ci ha voluto mostrare che non è solo una fabbrica di successi commerciali con canzoni che, nonostante rimangano aggrappate alla forma del featuring e plasmate per diventare hit da classifica, non raggiungono quella viralità demoniaca che ci permette quasi di goderceli di più. E’ questo il caso del brano “Love Me Harder”, una canzone più lenta e romantica che vede la collaborazione del principe del contemporary-RnB The Weeknd che con il suo falsetto sexy affiancato alla voce setosa di Ariana riesce a rendere il brano una specie di love-song dalle sfumature erotiche (Can you feel the pressure between your hips? I’ll make it feel liek the first time) del 21esimo secolo.

My Everything” in generale è un album che difficilmente sembra essersi sviluppato intorno ad un preciso percorso artistico, un messaggio o un’idea, ma più alla volontà di mettere insieme quindici canzoni ad alto potenziale radiofonico, anche quando queste vertono su temi più profondi e sentimentali, per far innamorare (e quindi comprare, eh) la pre-adolescente del nuovo millennio mentre questa è impegnata tra foto di Instagram, reputazione su Ask.fm, sperimentazione di droghe leggere e rapporti intimi e la venerazione di altri personaggi-tipo come Justin Bieber, Selena Gomez, Kylie Jenner e compagnia bella.

Il target imposto non esclude tuttavia la qualità dell’album debba essere scadente o che alcune canzoni non debbano essere belle. Che idea vi siete fatti di me?!

Un’esempio di canzone che nonostante punti a far apparire lacrimoni giusto per far vendere (Adele e Sam Smith insegnano) riesce a mantenere non solo una semplicità quasi autentica ma anche a mettere in mostra le doti vocali di Ariana (e ne ha, ve lo assicuro) è la traccia numero dieci dell’album: “Just a Little bit of Your Heart”.

La canzone parla dell’amore incondizionato verso un individuo notoriamente infedele, tanto dall’arrivare ad accontentarsi anche solo di una piccola parte del suo amore. Il brano si sviluppa su una semplice base di pianoforte ed archi, dando la possibilità alla voce di diventare la protagonista assoluta, senza venire schiacciata da sintetizzatori e bassi schiaccianti. Dulcis in fundo, l’autore della canzone è (non a caso, ci verrebbe da dire) un altro protagonista della scena pop-adolescenziale del momento: Harry Styles, membro dei One Direction. Nonostante il brano e la perfomance di Ariana abbiano riscosso critiche piuttosto positive, il testo di Harry Styles è stato definito “debole” e “noioso”, una specie di insieme di cliché romantici piuttosto superficiali. Hey, non toccatemi Harry eh, vi faccio male.

Mentre la fazione delle Directioner a sostegno dei Larry (la coppia Harry Styles-Louis Tomlinson) riprendeva fiato intenta a sondare il testo alla ricerca di qualche prova schiacciante sulla relazione tra i loro idoli, Ariana pubblicava come quarto singolo promozionale un’altra delle canzoni lodevoli dell’album, dal titolo “One Last Time”, prodotta dal mostro sacro dell’EDM David Guetta.

Il messaggio della canzone ci mostra il punto di vista di chi, nella relazione amorosa, ha tradito e si è ora pentito, chiedendo alla sua dolce metà un’ultima opportunità di sentirsi vicini. Roba già sentita, lo so. La forza di “One Last Time” tuttavia sta nella maturità che traspare dalla voce di Ariana, facendoci quasi realizzare che questa maturità c’è stata in tutto l’album e magari gli dobbiamo un secondo ascolto, giusto per liberarci di tutti i pregiudizi e del cinismo e magari arrivare anche ad affezionarci a quale canzone(io l’ho fatto e, come avrete sicuramente notato, ha funzionato).

Il resto dell’album è composto per la maggior parte da duetti che seguono lo schema “cantante donna-rapper” tra cui la traccia “Best Mistake” con l’ormai ex-fidanzato di Ariana Big Sean, ma anche altri nomi come Childish Gambino nella funk-driven “Break Your heart Right Back” e A$AP Ferg nella trash-provocatoria “Hands on Me”. Presente nell’album anche la traccia “Be My Baby” che vede la collaborazione della nuova stellina dell’elettronica made in Norvegia, Cashmere Cat.

In generale, “My Everything” è un album squisitamente pop che cerca di tenerci con la mente un po’ sgombra per un po’, prima di rimetterci sui libri o prepararci per il lavoro, con la certezza che finiremo per canticchiare qualche motivetto a tradimento.

Ariana Grande nel frattempo è passata dall’essere una mezza sconosciuta al diventare una specie di icona della cultura pop giovanile di oggi, regalandoci persino dei meme leggendari e dei dibattiti spinosi.

Lampante è l’incidente della cantante durante la sua esibizione al “Victoria’s Secret Fashion Show 2014” dove, durante il suo medley Love Me Harder/Bang Bang/Break Free/Problem, viene colpita dalla modella Elsa Hosk con una delle sue “ali”, simbolo del brand, portando Ariana e tirare fuori un’espressione che in poche ore avrebbe intasato Tumblr come nuovo meme. Eccola qui:

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Un altro dibattito che ha fatto parlare i media è quasi un cliché per le giovani artiste pop, ovvero quello di essere etichettate come “eredi” di artiste più navigate di loro e dopo il caso Lady Gaga-Madonna (recentemente portato a conclusione dalle dirette interessate con un selfie leggendario al Met Gala 2015) Ariana si è ritrovata a dover sopportare l’onere di essere vista come la nuova Mariah Carey. Le basi di questo confronto: la voce supersonica.

Mariah Carey è ormai svanita nei meandri della perdizione-pop da qualche anno tra album senza successo ed esibizioni live sempre più carenti, dove quella che una volta era una voce poderosa si è ora affievolita e indebolita, come se la si fosse maltrattata per troppo tempo prima che questa si rifiutasse di collaborare. E’ quindi giusto comparare le due artiste? Una diva navigata nel pieno di una crisi artistica (e una dipendenza da Photoshop) e una novellina dell’era dei social-network? Solo il tempo potrà dircelo ed è un bene per Ariana che, tra un successo dopo l’altro e il solido supporto dei suoi devoti fan, è intenzionata a godersi i riflettori per molto più tempo di quello che alcuni di voi si aspettano. Just wait and see.

 Voto: 6/10

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One thought on “On Wednesday We Review… “My Everything” by Ariana Grande

  1. […] un’unica colonna sonora artisti di riconosciuto talento: oltre alle “coetanee” Charli XCX e Ariana Grande, nella colonna sonora appaiono altri nomi di giovani artisti poco conosciuti come Stromae, Raury, […]

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