Il Trono di Spade: commento episodio 5×05 (SPOILER)

GOT

5X05 – “KILL THE BOY”

Okay, con il minor senso critico possiamo affermare che stavolta per noi è NO.

La quinta puntata della quinta stagione de “Il Trono di Spade” dal titolo “Kill The Boy” ti fa passare dal canticchiare esaltato la sigla all’implorare l’arrivo dei titoli di coda in un tempo record per uno degli show più elettrizzanti della televisione moderna.

Cos’è successo?

Molti potranno definirla una “puntata di passaggio” tra due fuochi d’azione, cosa più che ragionevole in una trasposizione di un’opera letteraria dove le tempistiche e i fatti scorrono più veloci (anche se sfida qualsiasi lettore a non ammettere di aver saltato qualche pagina, bricconcelli). Altri invece non si tratterranno dal definirla una puntata noiosa.

Una serie tv non può essere un susseguirsi di quelli che chiamerei “jawdrop episodes”, quelle puntate che ti lasciano esterrefatto fino a quasi metà dei titoli di coda, ovviamente, tuttavia lo spettatore medio di Game of Thrones si aspetta l’azione, la tensione estenuante e si, anche qualche trauma. “Kill The Boy” ne è però pressoché priva.

La tensione c’è, magari ancora lievemente sopita a quella che è dopotutto la metà della stagione, ma non la si avverte come elettricità nell’aria, più che altro come un lieve mal di stomaco da non farci neanche preoccupare. Chi ha letto il libro (e che ancora ripone fiducia in un minimo legame con la serie Tv) sa che i fuochi d’artificio sono dietro l’angolo e che non mancheranno di farci rimanere a bocca aperta. Da quanto raccontato dal cast e dai creatori poi, la quinta stagione si rivelerà, una volta raggiunta la sua interezza, una delle più entusiasmanti nella storia dello show. Ci fidiamo? Fidiamoci.

Un po’ di fiducia la diamo anche alle miriadi di possibilità a noi nascosto e che comporta l’allontanamento dai fatti narrati del libro, prima fra tutti la sorte di Sansa che vediamo giocarsela a carte scoperte alla vigilia del matrimonio con il sadico Ramsay Bolton. Riguardo al vecchio Ramsay, lo vediamo in questa quinta puntata svelare il lato stronzo con cui lo abbiamo conosciuto noi sperando che anche Sansa possa capire che tanto normale non è (cosa che sembra aver già compreso, magari non lunga quanto la sappiamo noi) e, memore del caro Joffrey, prepararsi a tirare fuori gli artigli.

Un’altra alternativa televisiva ha tuttavia ottenuto un “riassestamento” in questa puntata: Tyrion è gli uomini di pietra. Se proprio vogliamo essere dei nerd puntigliosi, alcune cose sbagliate ci sono comunque: geograficamente parlando il fiume Rhonye non passa “per Valyria” come detto nella serie e Tyrion non incappa negli uomini di pietra insieme a Ser Jorah Mormont ma con un gruppo di personaggi “scartati” tra cui uno di gran lunga più significativo per la storia (*coffcoff*Targaryen!*coffcoff*). Quando quei burberi individui grigiastri sono mostrati, tuttavia, non ho faticato a pensare ad altri fan che hanno esultato davanti alla tv, come ho fatto io, lodando un punto in comune con il libero in quel mare di novità non sempre gradite. L’eccitazione però si è spenta piuttosto presto, più o meno quando abbiamo visto un Tyrion del tutto illeso dopo essere annegato nel fiume infetto dal morbo e, invece, un Jorah Mormont con un segno di contagio. Non si può avere tutto, dalla vita.

Un’altra similitudine con il libro la troviamo nella decisione di Daenerys di riaprire le fosse di combattimento di Meereen e di sposare il mellifluo Hizdar Zo Loraq con lo scopo di placare il malcontento del popolo dopo l’attentato agli uomini della regina nell’episodio precedente (che sa da una parte ci ha regalato un momento OTP strappalacrime tra Verme Grigio e Missandei, dall’altra ci ha depredato ingiustamente del caro Ser Barristan, sigh). La decisione tuttavia non sembra essere presa abbastanza sul serio o con abbastanza ponderazione dalla nostra amata Khaleesi, apparendo quasi come farina del suo sacco tanto da farle assumere quasi un’aria tronfia, nel dirlo ad alta voce.

Un momento decisamente figo però lo abbiamo avuto grazie alla sempre eccelsa apparizione dei draghi: un arrosto meereeniano by Vyserion e Rhaegal ci fa sempre esultare, matematico.

Il resto della puntata, come già detto, si svolge su un piano piuttosto monotono, per i palati dei fan: si apre con una scema di sesso (chapeu a mr. Ramsay Bolton), va avanti con qualche improbabile alleanza alla Barriera e sempre li ci concede il titolo per bocca del caro Maestro Aemon (che, con i suoi cento anni, io personalmente amo).

“Uccidi il ragazzo. Uccidi il ragazzo, Jon Snow, è lascia che l’uomo nasca”.

E con questa frase, non messa li a caso, sulla crescita e il cambiamento, ci viene quasi da dare tutto un altro significato alla puntata, come se anche questa fosse una specie di punto di rottura della stagione verso un finale più maturo e sorprendente.

Facciamo bene a sperare? Io dico di si, ma per esserne certi non ci resta che continuare a guardare.

Valar Morghulis!

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