Alessandro Baricco, “Una certa idea di mondo”

baricco_special.png__1567x412_q100_crop_upscale

Qual è la vostra idea di mondo? Credete che possa essere un bel posto in cui vivere? In cosa siete bravi? Siete coraggiosi o spaventati dalla vita?

Non è facile scegliere un libro, che riesca a coinvolgerci talmente tanto, da farci perdere il senso della realtà che ci circonda, e forse, non esiste un libro che abbia tutte le caratteristiche che ricerchiamo o che riesca a rispondere a questi quesiti.

Tuttavia, basta fare attenzione al retro copertina e qualcosa di buono vien sempre fuori.

Alessandro Baricco, talentuoso autore contemporaneo, sarcastico e divertente, una certa idea di mondo ce l’ha: raccoglie circa cinquanta libri, e pubblica nella sua edizione 2012, Una certa idea di mondo il suo parere in proposito.

Non sono i più belli che ha letto poiché, come lui stesso scrive, raccogliere i più belli in assoluto, sarebbe un’impresa titanica, ma stila una veloce lista, buttando giù qualche pagina, per raccontarci di cosa parla quel libro trovato per caso in un autogrill, o quello suggeritogli da un caro amico sceneggiatore.

Che si tratti di un romanzo o di un saggio storico, o di una partita di calcio, chiunque può imparare qualcosa.

Un libro che parla di libri.

Tra i suggerimenti spuntano un sacco di proposte interessanti ed una serie di citazioni che difficilmente passano inosservate all’occhio di un attento lettore. A volte la vita è costellata di attimi, momenti, pensieri. Vediamo le frasi più belle e pregne di significato, nella loro immediatezza e semplicità.

Nel libro Open di Andre Agassi un ragazzo lotta contro il buco nero che si porta dentro, una metafora della vita e di quella partita che tutti giochiamo contro noi stessi e il mondo.

Ne Il medico di corte di Per Olov Enquist vengon fuori due regole: prudenza e audacia, da applicare nella vita di ogni giorno.

Si parla di scrittori e del loro modo di vedere le cose da un’altra prospettiva, da quell’angolatura che nessuno vede, tra le citazioni più belle una frase di Borges: “Qualunque destino, per lungo e complicato che sia, consta in realtà d’un solo momento: quello in cui l’uomo sa per sempre chi è”.

In Vergogna di J.M. Coetzee ci parla di anime sovradimensionate, una bellissima metafora che nasconde forse un forte sentire umano, che spesso provoca un senso di vuoto e solitudine difficile da affrontare.

“In generale penso che la ragione per cui vai avanti a leggere, nei libri, non dovrebbe essere che vuoi arrivare in qualche posto, ma che vuoi rimanere in quel posto lì”. Perle. Niente di più vero.

Di Ambroise Bierce, Il dizionario del diavolo che personalmente trovo geniale, l’autore dà qualche definizione originale, qualche esempio? Applauso (s.m): eco di una banalità. Genuino (agg.): Autentico, reale. Per esempio, genuina contraffazione, genuina ipocrisia. Chemisier (s.m.): Non so cosa significa. Appunto originale, no?

Per finire, l’autobiografia di Darwin che forse troppo coinvolto dal progresso scientifico, scopre cosa sia la vera solitudine umana. Baricco chiude con una frase su ciò che non si riesce mai bene a controllare: cosa ci rimane per ultimo, a galla, quando ciò che fai è stato fatto, e ciò che resta è il meritato sollievo di una qualche fine.

Potranno essere una serie di frasi e concetti che molti considereranno banali e scontati, ma la normalità a volte non è così scontata come sembra, meditiamo su questo. Il resto, scopritelo leggendo il libro.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: