Bansky e “l’arte di saper celare l’arte”

Un viaggio attraverso il mondo dell’arte può risultare a volte stimolante ed intrigante.
Si tratta di un lungo percorso che passa attraverso il mito dell’arte greca ed arriva fino ai giorni nostri.
Potremmo parlare di arte intesa come un quadro famoso esposto in un rinomato museo, o una foto in bianco e nero di una mostra fotografica, ma soprattutto potremmo parlare di una tra le forme d’arte più affascinanti ed interessanti: la street art o semplicemente arte di strada, considerata dai più come un interessante mezzo di comunicazione di massa, e di messaggi ne trasmette davvero tanti.

28-kissing-coppers-banksy-1Fedez, ad esempio, il rapper italiano che attualmente scala le classifiche, pubblicò un CD dal titolo Sig Brainwash: l’arte di accontentare, titolo che prese in prestito proprio dall’artista e writer Thierry Guetta, soprannominato da tutti appunto “Mr. Brainwash”.
Il writer dimostrava, copiando e modificando le opere di numerosi altri artisti, di riuscire, assemblando questo o quell’altro disegno, ad ‘accontentare’ e soddisfare l’intero pubblico di curiosi. Il rapper, proprio per questo suo modo di ‘creare’ un’arte un po’ ‘”riciclata”, lo condanna.


Lo stesso Guetta collaborò con numerosi artisti tra cui Bansky, writer misterioso di cui non si conosce la reale identità, ed è proprio su di lui che è interessante soffermarsi.
Si sa che nacque a Bristol nel 1974, che è un artista e writer inglese che proprio da lì, insieme ad una compagnia di artisti di strada, mosse i primi passi.
banksy-smartphone-2È autore di numerose opere apparse nelle capitali delle città più famose ed è considerato attualmente uno dei maggiori rappresentanti della street art.

La tecnica di guerrilla art che utilizza è in particolare lo stencil, si diverte a lanciare messaggi di ogni tipo per portarci a riflettere su tematiche sempre attuali.

Basta un clic al link del sito, e ti ritrovi catapultato in un mondo pregno di murales, tutti portatori di messaggi diversi, spesso sarcastici, che spaziano dalla politica, alla cultura, all’etica.
All’interno del sito è presente un video, lascia intravedere uno scorcio di quello che succede nelle vie di Gaza e si chiude con una frase in rosso che appare sulla parete di un muro: “If we wash our hands of the conflict between the powerful and the powerless we side with the powerful – we don’t remain neutral”. Chiaramente è un messaggio, suggerisce di non schierarsi con chi è più forte ma di fare qualcosa per chi purtroppo in questo mondo è vittima, un chiaro invito a reagire: parlavamo di stimoli, appunto.
Nel video vi sono inoltre le opere di Bansky tra cui il disegno di un gatto che gioca con un gomitolo tridimensionale, formato da detriti, un uomo ricorda come persino un animale in un luogo senza speranza, riesca a trovare qualcosa con cui distrarsi, successivamente, s’interroga tristemente su cosa ne sarà invece dei loro figli, costretti a quella vita.

banksy-flower-thrower-bricks-size-colour-10269-12445_mediumTra i murales più famosi di Bansky, anche se forse non i più belli in assoluto, il Lanciatore di fiori, un ragazzo con un fazzoletto a coprirgli il volto che lancia un mazzo di fiori colorati invece che una molotov, un chiaro invito alla non violenza.

O anche il Bacio del poliziotto, una bellissima rappresentazione della libertà sessuale raffigurante due uomini abbracciati che si baciano a dispetto del resto, immagine che non a caso appare nel video della canzone di Fedez, nuvole di fango, all’interno di Sig. Brainwash.
Ma i messaggi lanciati dal writer sono molteplici ed appaiono tra vicoli nascosti e spesso in luoghi non identificati.
Tra questi, un ragazzo e una ragazza abbracciati, entrambi troppo intenti a sbirciare il display luminoso del proprio smartphone invece che gli occhi dell’altro, ironica rappresentazione di quello che succede ogni giorno nel secolo della tecnologia. Nel nostro secolo.

banksy_balloongirl_alwayshope-620x428Infine il più famoso, La bambina con il palloncino rosso, che diventata il soggetto preferito di numerosi tatuaggi. La stessa viene nuovamente realizzata e modificata dallo stesso artista, nel terzo anniversario del conflitto in Siria. Bansky gli affida un messaggio di pace, in onore dei bambini profughi siriani.

Ma l’originalità di questo artista sta proprio nel fatto che, in un mondo in cui tutti sembrano voler raggiungere il successo, ed avere un nome che nel tempo tutti ricordino, egli fa esattamente il contrario, mostra la sua arte al mondo, il potere delle immagini, pur restando nell’anonimato, perché “Ars est celare artem”, e Bansky lo fa egregiamente.

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