Signori Bambini di Daniel Pennac

signori bambini

“Signori Bambini”(Titolo originale: “Messieurs les enfants”) è un romanzo di Daniel Pennac, pubblicato per la prima volta nel 1997 e ambientato, come sempre avviene per lo scrittore francese, nel quartiere parigino di Belleville.

Una curiosità divertente: Il libro è uscito in contemporanea con l’omonimo film del regista Pierre Boutron, amico di Pennac. I due hanno deciso di raccontare la stessa storia, solo che l’uno non avrebbe dovuto leggere (o guardare) il libro (o il film) dell’altro.

“Signori Bambini” è una storia singolare, raccontata in prima persona da un fantasma Pierre, padre di Igor, morto per una banale tonsillite anni addietro lasciando Tatiana, la moglie inconsolabile e sempre alla ricerca di una sua copia in tutti gli uomini che frequenta. Igor è un adolescente di dodici anni, costretto a fare l’adulto di una madre un po’ infantile, tanto che è lui che cucina in casa.

signori-bambini2Ha due amici inseparabili, Nader e Joseph e insieme fanno impazzire il loro insegnante, Crastaing, un uomo all’apparenza rigido e senza cuore, che ripete costantemente, quando da loro i temi: “Immaginazione non significa menzogna.”

E proprio uno dei temi dell’odiato professore di letteratura francese ad essere il fattore scatenante di tutta la vicenda: scoperti con in mano un disegno offensivo nei suoi confronti, decide di punirli con un tema in cui si ritrovano ad essere adulti con i propri genitori trasformati in bambini.

Dopo mille peripezie, i tre, in maniera diversa e in momenti diversi, decideranno di svolgere il compito ritrovandosi realmente nei panni di adulti con i propri genitori bambini e ovviamente la situazione non sarà facile per nessuno: Nader, fuggito da casa dopo una lite con la povera sorella Rachida, costretta da anni a mantenere tutti, anche il padre Ismael, ex tassista ora pittore silenzioso, si ritrova trasformato in galera con di fianco il suo “salvatore”, Eric, un poliziotto ex ladruncolo, trasformato in ragazzino invece; Joseph dovrà occuparsi di madre e padre, Moune e Pope, che approfittano della situazione per tornare ai loro primi incontri amorosi; Igor, che da anni dialogo con il fantasma del padre, dovrà invece tenere a bada le follie delle madre, centuplicate al cubo una volta che lei è tornata bambina.

Una situazione paradossale e divertente che aiuterà i tre amici ad aprire le loro menti sulle difficoltà della vita e sul proprio modo di rapportarsi, in primis con Crastaing, ma anche con i propri genitori.

A venire in loro aiuto saranno lo stesso professore, anche lui miniaturizzato come gli altri adulti, Eric, unico in grado di comprendere i drammi che vive ogni giorno Rachida e il gruppo del Viale delle donne, capitanate da Yolande, maitresse di lungo corso e amica da anni di Albert Crastaing.

E’ un libro che presenta diversi piani di lettura nonostante possa sembrare infantile.

Prima di tutto il punto di vista esterno di Pierre ci aiuta a vedere tutto con molta più lucidità di quanto facciano i protagonisti, presi, ovviamente, dai propri drammi adolescenziali, non sembrano rendersi conto dei problemi degli altri: Nader pare essere cieco di fronte al dolore della sorella, costretta tutti i giorni ad indossare una sorta di armatura (tra vestiti, trucco mortificante e altro) pur di non essere molestata e nel contempo pur di avere un minimo di rispetto dagli altri. Triste realtà, purtroppo, dove se una donna mostra la sua bellezza viene considerata un’oca da molestare. Ed è Eric, trasformato nell’adolescente ladruncolo che fu, a correre in aiuto della ragazza, proprio mentre cercava di ripulirle la casa.

signori-bambiniNader avrà anche modo di aprire gli occhi sul padre, il suo silenzio e la sua voglia di dipingere, passando lunghe giornate con lui, osservandolo preda della sua piccola arte, a ruoli invertiti, non solo fisicamente.

Joseph e Igor capiranno di aver isolato molto spesso l’amico e, insieme a questi, comprenderanno di non aver saputo cogliere la richiesta di aiuto del loro professore, che aveva un gran bisogno solo di essere ascoltato e capito davvero.

Il libro suggerisce che a creare il problema sia stato Pierre desideroso di far trovare un nuovo amore a Tatiana e infatti lei alla fine si legherà proprio al silenzioso Ismael, suo completo opposto e forse per questo perfetto per lei.

Una storia divertente, pazza e anche educativa a suo modo.

Pennac non è mai banale, evita la retorica e sembra divertirsi molto a giocare con le situazioni paradossali per mostrarci punti di vista nuovi e sconosciuti.

Niente lotte tra bene e male, ma solo persone che cercano il proprio posto nel mondo e loro angolo di felicità, con un finale dolce amaro, in cui il fantasma fa capire che non lascerà mai del tutto la sua famiglia, speranza, forse dell’autore stesso, che i morti siano sempre con noi in qualche modo.

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