The Maze Runner: Seconda Recensione

Dopo tanta attesa, sono riuscita finalmente a vedere questo primo capitolo di questa nuova ed avvincente trilogia, ammetto che la curiosità mi stava divorando, colpa anche dei svariati pareri positivi sui socials. Ma oggi vi dirò la mia.

Avevamo già fatto un articolo di presentazione per chiarire un po’ le idee a tutti (e un mio collega ha già descritto ciò che pensa in questo bellissimo articolo), ma oggi è venuto il momento di commentare il film. L’inizio non è il classico inizio, dove si raccontano, attraverso dei piccoli flashback, tutto ciò di cui abbiamo bisogno per farci capire dove ci troviamo e cosa stiamo per affrontare, è un inizio movimentato, che mette curiosità, ansia, quasi paura perché è tutto praticamente buio e poco chiaro. Nel personaggio di Thomas infatti vediamo la paura, il terrore di essere catapultato chissà dove. Il concentrato di tutte queste cose ha comunque colpito nel segno lasciando il telespettatore con il fiato sul collo. Lo sviluppo risulta essere ancora più misterioso, si capiscono solamente poche cose attraverso i sogni di Thomas, che a dirla tutta non è ben visto da nessuno, curioso come non mai di capire cosa caratterizza il Labirinto ma soprattutto di diventare un velocista. Alla fine dopo una prova di coraggio, riesce a colpire esattamente nel segno, ed ammetto che la scena notturna dentro il labirinto mi ha fatto sentire un po’ d’ansia. Forse il culmine della curiosità lo porta l’arrivo di Teresa. Non mi dilungo sulla trama perché so che alcuni lettori potrebbero non aver visto ancora il film (sì, sono sicura che qualcuno non l’ha ancora visto), però posso dire che le sorprese non mancano, i colpi di scena nemmeno, non c’è spazio per le storie d’amore in questo capito ed  ho apprezzato il finale, che ha ben contornato il film, gli ha reso gloria praticamente, perché ammettiamolo, tutto ci saremo aspettati tranne quello!

Sono rimasta enormemente colpita dal sistema “giuridico/gerarchico” adottato. Di come tre semplici regole facciano in modo che dei giovani ragazzi temano le alte mura che si alzano intorno a loro. Ognuno poi  ha un ruolo, c’è chi è medico, chi combatte, ma i più temuti sono proprio i velocisti e sembra quasi una punizione quando vieni assegnato tra le loro fila, perché tutti temono il Labirinto e solo loro conoscono le sue strade. Questo è una specie di paradosso perché la loro paura, secondo me, è dovuta al fatto che non hanno mai visto cosa ci sia al suo interno.

Gli effetti speciali sono la cosa che rende completo questo film. Li ho trovati ben fatti e soprattutto credibili. Alla fine deve essere così però perché stiamo parlando di una trama post-apocalittica/futuristica che gira proprio intorno a questi effetti speciali che se non portati sullo schermo nella loro eccellenza renderebbero il film uno scarto.

La performance degli attori è di gran lunga superiore di quella che mi aspettavo. Non spendo più parole per Dylan O’Brien che trovo assolutamente fantastico, ammetto che avrei voluto vedere il film in lingua originale per assaporarmi al meglio le cose. Kaya Scodelario ha avuto poco spazio, ma per quello che ho visto è stata una buona Teresa.  Un altro attore che mi ha sorpresa è proprio Will Poulter (già visto nelle Cronache di Narnia), vedergli interpretare questo ruolo mi è proprio piaciuto, è stato bravo, ma soprattutto secondo il mio punto di vista ha proprio la faccia per interpretare il cattivo.

Ma se fino ad ora ho parlato in modo positivo del film, ora arrivano le note dolenti. Sono solamente due, ma secondo me bisogna esporle. Ho trovato il doppiaggio molto scarso (secondo me la voce di Thomas non era per nulla adatta al suo personaggio, come la voce di Gally mi sembrava eccessiva per un adolescente). Ma ovviamente sono punti di vista ed ognuno di noi probabilmente si sarà fatto una sua opinione. La seconda ed ultima nota dolente è proprio il fatto che io questo film sono andata a vederlo accompagnata da uno spettatore molto critico che alla fine del film mi ha detto “E’ molto sulla trama di Hunger Games al mio disappunto ha incalzato “La trama è sempre quella di giovani ragazzi che vengono sfruttati ed usati per esperimenti, qualcuno muore, mentre altri si salvano e riescono nella loro impresa scatenando la classica rivoluzione. Sono trame precotte, e questo danneggia le saghe!”. E’ anche vero che i primi ad averlo associato alla trilogia di Katniss sono stati proprio i media definendolo il nuovo Hunger Games. E’ vero che ci sono delle cose che lo richiamano, ma io qua dentro ho visto qualcosa in più, qualcosa che può riservarci delle sorprese molto più interessanti di Hunger Games. Io sono un’appassionata di saghe quindi ho deciso di essere obbiettiva sostenendo che ognuna di esse deve avere il giudizio che merita senza essere paragonata ad un’altra. The Maze Runner, si può prendere tutti i meriti che vuole perché i soldi del biglietto li vale tutti.

Annunci
Contrassegnato da tag , , , , , ,

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: