RECENSIONE: MAZE RUNNER – IL LABIRINTO!

Primo capitolo di una potenziale trilogia cinematografica, Maze Runner – Il labirinto (Titolo originale: The Maze Runner… Nota personale: ma quand’è che in Italia smetteranno di sottotitolare i film? Ci hanno presi per scemi?) è tratto dall’omonimo libro (a sua volta già ricambiato di titolo in Italia, da The Maze Runner a Il labirinto) scritto da J. Dashner e pubblicato negli Stati Uniti nel 2009.

Chi vi scrive non ha letto né il libro da cui è tratta la pellicola, né tantomeno i successivi tre (di cui un prequel) e, sempre a onor di cronaca, ignorava completamente la loro esistenza fino a poco tempo fa, quando iniziarono a circolare le prime notizie sul film. Lo stile del film, ma a sentir chi ha letto i libri anche di questi ultimi, è molto simile a Hunger Games e Divergent (d’altronde fa parte dello stesso filone narrativo): giovani post adolescenti come protagonisti, alto tasso di avventura, mondo post apocalittico o comunque distorto, storie di amore che si intrecciano, intrighi continui e via dicendo.

Tutto questo basta per fare un buon film? Non sempre. Mentre i primi due film tratti da Hunger Games erano veramente ben fatti, ben scritti e ciò ha premiato in termini di botteghino e critica, Divergent appariva invece come una occasione mancata (il N.Y. Post a riguardo scriveva: “Due sequel sono già stati annunciati. Speriamo avranno più personalità di questo catorcio“) e lasciava un poco di amaro in bocca. Ecco, Maze Runner si colloca in questa ideale classifica un po’ come Divergent. Ottime idee alla base (la storia del labirinto, dei ragazzi che ricreano una società e un legame, dell’esplorazione, dell’avventura verso l’ignoto e contro forze sconosciute, il feeling tra i due protagonisti, etc.) ma scarsamente sfruttate e sviluppate sullo schermo.

Spieghiamoci: Maze Runner non è un film brutto, tutt’altro. Ma se dovessimo dare un voto a qualsiasi elemento, dagli attori alla sceneggiatura, del film… beh quel voto oscillerebbe tra il 6 e il 7. Non si poteva davvero fare qualcosa di più? O forse, cosa più probabile, è l’intero genere (alla Hunger Games) che forse comincia a stancare. Resta comunque, al di là di tutto, un film interessante, che non annoia e che pone solide basi per il proseguo della saga.

Speriamo bene per il prossimo capitolo, a cui va l’augurio che possa fare quel decisivo salto di qualità che molti si aspettano.

Voto: 6 1/2

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One thought on “RECENSIONE: MAZE RUNNER – IL LABIRINTO!

  1. […] per chiarire un po’ le idee a tutti (e un mio collega ha già descritto ciò che pensa in questo bellissimo articolo), ma oggi è venuto il momento di commentare il film. L’inizio non è il classico inizio, […]

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