The Untitled Writing Project #4

Oggi è sabato giusto? Quindi come ogni sabato vi parliamo di una nuova autrice. Oggi ci occupiamo di Elena, conosciuta meglio come Locked.

the untitled writing project

E’ stato difficile trovarla, potevo scegliere un’altra autrice, ma io volevo personalmente lei. Immagino vi starete chiedendo il perché, seguite quest’intervista e le vostre domande avranno delle risposte. La domanda classica che faccio sempre per prima è che serie tv segue l’autrice in questione, Elena mi ha così risposto:“Oooh, beh, direi abbastanza 🙂 Sicuramente Glee, la prima di cui mi sono veramente e letteralmente innamorata anni fa. Poi sono profondamente legata a Sherlock (BBC) perché amo alla follia ogni personaggio concepito da Conan Doyle e vederli rappresentati così fedelmente in un telefilm è meraviglioso. Teen Wolf! Di cui amo alla follia alcuni personaggi e detesto altri – altrettanto follemente. Poi: In The Flesh, e spero in una terza stagione, Arrow abbastanza saltuariamente, Faking It!, Gossip Girl – l’ho visto tutto, shame on me! Ma dovevo dimostrare alle mie amiche che GG era Dan, era una questione di principio -, Shameless  ,The Flash che inizierà a breve, Dr. Who, che sotto diverse minacce di morte sono stata costretta ad iniziare e tante tante tante altre.” Personalmente trovo che sia una ragazza della vecchia guardia perché parliamoci chiaro, le serie tv ci rispecchiano. Alla domanda, invece, sul perché avesse iniziato a scrivere e come ha buttato giù le sue prime righe mi ha risposto in modo molto genuino:” Io ho sempre scritto, fin da piccolina. Inizialmente lo facevo quando mi arrabbiavo con i miei genitori, convinta, ad otto anni, che avere o meno qualche determinato giocattolo fosse una questione di vitale importanza. Prendevo un foglio di carta e un pennarello blu e scrivevo di tutto e di più semplicemente per sfogarmi.
Ho smesso a undici anni, e per tutto il periodo delle medie. Poi mi sono ritrovata, un giorno in cui qualcosa era andato storto, a fissare una pagina di word bianca e a riempirlo di parole, rendendomi pian piano conto di quanto mi aiutasse, sia quando stavo male che quando tutto andava bene.È come se fosse stato un calmante, mi rilassava da morire.
Quindi ho continuato, senza mai pubblicare nulla perché mi vergognavo da morire, scrivendo sempre cose discontinue e sconnesse.
Poi ho iniziato a guardare le Serie Tv e a scrivere dei Klaine. Era qualcosa di assolutamente naturale, ma continuavo a non pubblicare nulla – timidezza, amica mia!Ho iniziato a scrivere su EFP solo grazie ad una mia amica, altra autrice – meravigliosa, tra l’altro -, che mi ha detto di mettermi in gioco, perché ne valeva la pena. E posso testimoniare che aveva perfettamente ragione.”  Elena mi ha anche scritto tra parentesi che non sapeva se fosse concesso questo ringraziamento, io ho voluto lasciarlo poichè mi sembra giusto. Molte volte la timidezza, la paura del confronto mettono a dura prova le autrici e serve sempre una piccola spintarella per provarci. Elena scrive principalmente sul fandom Glee e sulla coppia amata più di tutte per questo quando le ho chiesto perché proprio questa  coppia, mi ha risposto:“Duuunque; sono dell’idea che sia la ship a scegliere te, ancor prima del contrario. Sono sempre stata innamorata dei Klaine, fin dal primo istante, e forse anche prima – dato che il mio cervello, nella prima puntata in cui compare Blaine, fin da prima che Kurt lo fermasse per chiedergli informazioni, era tutto un “Scegli lui! Parla con lui! Guarda quanto è carino! DAI!” … Quando si dice la normalità, eh? – ed è stato naturale ritrovarmi a scrivere di loro. L’amore per gli attori è arrivato dopo, e diciamo che li ho sempre visti come una coppia di colleghi affiatatissima, forse anche come qualcosa di più. Anche qui, scrivere di loro è stato inevitabile. E beh, la storia con cui ho partecipato è stata scritta in un periodo abbastanza complicato della mia vita – diciamo anche abbastanza triste. E’ stato un accumulo di situazioni negative, che ha portato a una sottospecie di sfogo che ha preso il via da solo, scrivendosi senza che io potessi fare nulla – so quanto è banale, quando viene detto qualcosa del genere, ma è *davvero* così -, e mentre tutti fangirlavano e riottavano, la sottoscritta si sommergeva nell’angst. Il masochismo, lo so.”  L’ultima domanda, e forse la più importante, è stata se prendesse come ispirazione qualche autore famoso del panorama letterario:“Diciamo che, non ritenendomi una scrittrice, ma una pseudo-autrice che scrive per il semplice desiderio di star bene con se stessa, cerco di rimanere il più fedele possibile a ciò che mi passa per la mente. Le idee, le trame delle storie, sono tutte completamente partorite da me – tanto che per me scrivere crossover è praticamente impossibile -, e lo stesso vale per la forma. Non sono così “matura” da avere uno stile definito e concreto, e il modo in cui scrivo è di solito condizionato dalle situazioni di cui parlo o – addirittura – in cui io stessa mi trovo. Quindi no. Anche perché mi sembrerebbe un po’ come “rubare” qualcosa di personale e proprio di ogni autore, e non mi sentirei “a posto” con la coscienza, se così si può dire.”

La storia che vi proponiamo qua sotto è With every breath it’s harder to survive vi lasciamo una breve anticipazione:

“Pausa, ragazzi.”
Chris sussurra qualcosa di incomprensibile, e tu incespichi nei tuoi passi, cercando di cacciare via quella maledetta sensazione che ti si è aggrovigliata da qualche parte tra lo stomaco e i polmoni.
Quando si gira e ti sorride, sollevando appena gli angoli delle labbra, non ci puoi credere che ci stai cascando di nuovo. Perché basta Darren, la tua occasione l’hai avuta. Adesso volti pagina e ricominci daccapo con la tua vita.
Ma non puoi fare a meno di sorridere anche tu; perché lui è lì, e ti sta fissando, e i suoi occhi sono dello stesso colore del cielo dopo una tempesta, e ti ci stai perdendo dentro un’altra volta.
Maledizione. Maledizione, non puoi farti questo di nuovo. Non puoi.
Quando  i suoi occhi si abbassano verso il pavimento, ti senti come se ti avessero strappato l’aria dai polmoni, e vuoi davvero farlo.
Vuoi davvero sollevare la mano e stringergli il volto tra le dita. Perché quegli occhi sono sprecati se non possono essere osservati da nessuno.  Ma non lo fai.
Guardare e non toccare, Darren. Non la puoi rovinare, l’unica persona buona che ti è capitato di incontrare in tutta una vita.
Affondi le unghie nei palmi delle mani, finché non fa male.

Se volete continuare a leggere questa storia, oppure scoprire altre storie scritte proprio da Elena, vi lascio il link della sua pagina EFP:http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=552557

Noi invece ci ritroveremo la settimana prossima con una nuova autrice, vi posso solo anticipare che è una serie tv da favola!

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