The Untitled Writing Project #3

Come ogni sabato siamo tornati con la nostra rubrica dedicata alle Fan Fiction, oggi ci occupiamo di una scrittrice celebre per la sua storia chiamata “La Teoria del Colore Rosso”, sicuramente chi legge storie originali sta che stiamo parlando di Vibral, il cui vero nome è Valentina.

 

the untitled writing project

Anche a lei è stata concessa una breve intervista, con alcune domande per capire bene il suo stile, le sue ispirazioni e sopratutto a chi si ispira. Alla prima domanda che gli ho rivolto ovvero che serie tv segue, lei mi ha risposto: “Parto dalla prima che ho cominciato a seguire, Grey’s Anatomy; poi sono subentrate The Vampire Diaries, The Walking Dead, Scandal, The Originals, Once Upon a Time, Reckless, Matador, The Tudors, The White Queen, Awkward, Beauty and the Beast, The Good Wife, Outlander“. Anche lei è una ragazza che adora le serie tv e spazia da genere a genere, quando le ho chiesto, invece, perché avesse iniziato a scrivere e cosa l’avesse ispirata nel buttare giù le sue prime righe mi ha risposto: “Ho sempre avuto un’immaginazione attiva, diciamo. Prima di addormentarmi o in particolari situazioni ho sempre avuto l’idea per qualcosa, un mondo parallelo a quello vero, alternativo, e arrivata ad un certo punto ho buttato le prime righe. Da lì non ho mai smesso, una macchinetta, e ogni volta sempre meglio!” La domanda più difficile a cui un’autrice deve rispondere è sempre quella dove ti chiedono se ti ispiri a qualche autore famoso e lei con molta sincerità ha risposto: “Lo ammetto: io ho letto ogni opera di Wilde e di Pirandello, e ho sempre tratto spunto da loro. Il punto è che “copiare” da questi grandi è impossibile, sia perché la scrittura è mutata insieme con gli argomenti sia perché il loro genio è, appunto, genio. Ho sempre cercato d’imitare le descrizioni inglesi e le emozioni dei russi, ma purtroppo, troppo spesso, le cose non sono mai come si vogliono. Quindi faccio made by me”.

In quest’articolo non vi presenteremo “La Teoria del Colore Rosso” ma vi presenteremo una dei suoi primi componimenti ispirati alla serie tv “The Vampire Diares”  una storia dove i personaggi principali sono Klaus, Caroline e Tyler, il suo nome è “Find a Way”:

 

Aveva sempre odiato le streghe, per tanti motivi.
Innanzitutto perché non potevano essere soggiogate, poi per le cattive abitudini che continuavano ad adottare contro i vampiri, per l’atteggiamento di falsa superiorità che utilizzavano in quasi tutte le situazioni, per le innumerevoli maledizioni che erano state tramandate da generazioni e, anche, per il brutto vizio d’intralciare sempre i suoi piani.
Se non si fosse trattato di una strega, appunto, non si sarebbe trovato nel soggiorno di casa Gilbert, costretto ad ascoltare tutte le parole zuccherose che si stavano scambiando Caroline e quell’insulso primo ibrido che lui stesso aveva creato. Sbagliando s’impara, no?

“Questo non è un addio. Questo è… finché non troviamo un modo.”

In realtà, non l’avrebbero mai trovato. Se non per un suo atto di clemenza. Ma già ne aveva avuta abbastanza nei confronti di Tyler.
Solo pochi minuti prima gli aveva concesso l’opportunità di scappare, dimostrando quanta più compassione lui stesso pensasse di possedere, anche se stava seriamente valutando la scelta di rincorrerlo ovunque per strappargli il cuore dal petto e finirla con quella storia. L’avrebbe fatto per se stesso, per quello che era rimasto di suo fratello Kol e per i dodici ibridi che aveva dovuto abbattere personalmente.
Certo, Caroline l’avrebbe disprezzato per il resto della sua eternità ma, riflettendoci, non sarebbe stato poi un odio così diverso rispetto a quello che già provava.
Lui, per lei, sarebbe sempre rimasto un mostro, e non aveva tutti i torti a considerarlo tale: aveva costretto, ricattato, eliminato così tante persone, così tanti suoi amici, che era già un miracolo se lei riuscisse a voltarsi e a incrociare il suo sguardo di tanto in tanto.

“Vivrò una vita felice senza di te. Mi dimenticherò di te. E mai, e poi mai, penserò di nuovo a te.”

Lei gli aveva chiesto di ripeterle quelle parole e lui, con poca convinzione, lo aveva fatto.
Strinse i pugni lungo i fianchi e la sua espressione s’indurì. Ma come poteva dirle così quelle cose? Lui, al contrario, non le avrebbe mai pronunciate, neanche se fosse stato costretto da lei o da qualsiasi altra persona. Aveva in mente Caroline, il suo viso candido e perfetto, i suoi meravigliosi occhi chiari che, in quel momento, erano sicuramente arrossati per le lacrime che scendevano senza sosta.

“Finché non troveremo un modo.”

La voce della ragazza era speranzosa quasi, senza tremore o agitazione. Questo gli dava fastidio: stava forse mettendo in discussione la sua parola?
Perché non solo lui voleva uccidere il suo fidanzato, ma doveva anche farlo, per la sua imparagonabile reputazione. S’irrigidì ancora di più non appena i passi di Tyler furono ben udibili sul portico della casa, sul legno scricchiolante dei gradini e sul viottolo, prima di essere lontani.
Poggiò la testa sul muro che delimitava l’incantesimo della strega, con gli occhi chiusi, la bocca ben serrata e le orecchie aperte, per non perdersi neanche un fruscio di vento: il rumore dell’altalena su cui Caroline era seduta, i suoi singhiozzi, i suoi sospiri, il suo tambureggiare le dita delle mani sulle gambe.
Rimase lì, immobile, per alcuni minuti, poi riaprì le iridi solo quando ebbe la sensazione di essere di nuovo libero, di nuovo a contatto con il mondo. Fece il giro del tavolo, rimase a fissare il pavimento in cui suo fratello era stato ucciso poco prima, arrivò alla porta senza fare rumore e l’aprì, trovandosi davanti all’espressione vuota e non troppo sorpresa della ragazza.
“Come hai fatto a uscire?” chiese, con un filo di voce. I suoi occhi erano belli, anche se scavati dentro due fosse di dolore.
“Temo che sia successo qualcosa di orribile alla tua amica Bonnie.” Rispose lui, avvicinandosi. Tre passi furono sufficienti per farla scattare in piedi, con il viso preoccupato.
Lui si bloccò all’istante e un sorriso beffardo gli comparse sul volto: quella era la dimostrazione che non aveva capito davvero niente di quello che lui aveva fatto.
“Non preoccuparti tesoro, sai che non ti farei mai del male.” Disse avvicinandosi ancora di più, sapendo che lei non si sarebbe mossa di nuovo.
“Hai già fatto abbastanza.”
“Ho già fatto più di abbastanza. Ho mostrato gentilezza, perdono, pietà… a causa tua, Caroline. Tutto per te.”
Il suo sguardo era fisso nel suo e non poteva fare a meno di abbassare il tono della voce a ogni parola. Gli veniva naturale con lei e non lo nascondeva. Continuava a guardarla in attesa di una sua reazione, ma gli occhi ancora lucidi, gli fecero perdere la speranza. Pensava, voleva e amava un altro.
Scosse la testa come per liberarsi dall’illusione che lei, dopo quella dichiarazione, avesse detto qualcosa in suo favore e non ci pensò due volte a voltare le spalle.
Scomparse in quella buia notte, lasciando lei e un pezzo del suo orgoglio lì, su quel portico. Ma si ripromise una cosa: anche lui avrebbe trovato un modo per essere importante.”

La pagina autrice di Vibral la potete trovare a questo link :http://www.efpfanfic.net/viewuser.php?uid=91369 vi ricordo che potete lasciare loro una recensione per esprimere un vostro parere sulle storie e sul loro stile.

Alla prossima settimana con una nuova autrice! 😀

 PS: ragazzi/e, Recensioni Casuali cerca anche voi! Abbiamo bisogno di nuovi scrittori, ideatori, partecipanti! Dovete solo aver voglia di mettervi all’opera, non chiediamo molto, ma ci farebbe piacere avervi nel nostro staff! Venite a leggere questo articolo per capire di che si tratta! 😀

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