Orphan Black (#RecensioniCasualiDeiLettori)

Questo è il frutto del nostro progetto che ha coinvolto voi lettori. Vi avevamo chiesto di mettervi alla prova, alcuni lo hanno fatto, altri non hanno avuto tempo (la regia mi dice che maggio non è proprio un mese libero dagli impegni, my fault). Sta di fatto che l’intero progetto ha portato ad una sola recensione per questa prima edizione di #RecensioniCasualiDeiLettori. Lei si chiama Federica e ha scritto per noi una recensione sulla prima stagione di ORPHAN BLACK; io vi dico che mi ha convinto ad allungare la mia lista di serie tv con questo titolo, quindi, ora tocca a voi 😉

(TRANQUILLI, NON CI SONO SPOILER)

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‘I saw a girl kill herself. She looked exactly like me.’

Con questa affermazione si apre l’episodio pilota di ‘Orphan Black’, serie televisiva mandata in onda su BBC America a partire dal 2013, prodotto della mente di Graeme Manson e John Fawcett; composta da due stagioni, una conclusasi dopo dieci episodi, l’altra attualmente in corso, ‘Orphan Black’ è, a mio parere, un prodotto ricco di punti di forza, scorrevole quanto intrigante e decisamente degno d’essere al più presto recuperato e seguito.
Perché?
I pregi dello show sono sintetizzabili in quattro punti: la trama, il ritmo, la recitazione e la scrittura.
La trama si incentra sulle vicende di Sarah Manning, orfana inglese che, dopo aver lasciato la propria figlia in affidamento alla donna da cui lei stessa è stata cresciuta, vuole ricongiungersi con lei al termine di mesi di separazione e ricominciare da capo con la propria vita; determinata quanto impulsiva, nel momento in cui si trova invischiata in una situazione imprevedibile e fuori dall’ordinario, Sarah ci si butta a capofitto, vedendola come un mezzo da cui trarre profitto per poter realizzare il proprio desiderio.
Ma, naturalmente, finisce per rimanervi più coinvolta di quanto non pensasse: scopre infatti, già al termine del primo episodio, di essere parte di niente di meno che un esperimento sulla clonazione umana; vi sono otto donne in apparenza identiche a lei, con otto vite diverse, ed un’infinità di questioni irrisolte: chi sono, perché sono state create e, soprattutto, perché qualcuno sta cercando di ucciderle una alla volta?
Il telefilm procede con ritmo incalzante, offrendo un cliffhanger o un colpo di scena ad ogni termine di episodio, lasciando lo spettatore col fiato sospeso e costringendolo quasi a cliccare immediatamente ‘play’ sull’episodio successivo (o perlomeno, è quel che è accaduto a me, che ho recuperato la prima stagione in tre giorni, senza mai provare noia, neppure per un istante).


Altro enorme punto di forza è l’infinita e ormai celebre bravura dell’attrice protagonista, Tatiana Maslany, la quale, nel corso del telefilm, interpreta ben sette personaggi completamente differenti tra loro (abbiamo la poliziotta, la punk-rock girl un po’ sbandata e senza radici, la madre di famiglia dall’ordinaria vita di periferia, la scienziata, e così via) utilizzando una tale varietà di accenti, modi di parlare, muoversi ed agire, personalità, comportamenti, stili che si ha spesso l’impressione che non si tratti affatto della stessa attrice, tanto più nelle scene che vedono due cloni confrontarsi, o una clone spacciarsi per un’altra.
Infine, tutti i personaggi – compresi quelli più secondari – sono ben definiti, con dialoghi ben scritti, affascinanti ed intriganti a volte, divertentissimi altre volte.
Consigliatissimo quindi a chiunque cerchi un telefilm di qualità, con dei personaggi femminili di spicco ed una storia coinvolgente e sempre aperta a nuovi risvolti, nuovi misteri, nuove rivelazioni.
(Oh, e per chiunque sia interessato alla rappresentazione LGBT negli show o semplicemente ad un po’ di fanservice, sì, c’è anche questo!)
Insomma, cosa state aspettando? Correte a mettervi in pari, non ve ne pentirete.

Federica (@alivebluebox)

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One thought on “Orphan Black (#RecensioniCasualiDeiLettori)

  1. […] abbiamo un piatto gourmet, raffinato e speziato. Ci ha regalato scene in Game Of Thrones e Orphan Black che ci sono rimaste impresse. Ha ottenuto anche una petizione su Facebook per il suo lato B […]

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