VIAGGIO AL GRAND HOTEL: RECENSIONE DI GRAND BUDAPEST HOTEL

Ci sono molti modi di creare, girare e montare un film e tutti questi elementi concorrono alla buona/cattiva resa della pellicola sul pubblico: ci sono i film comici demenziali con battute “basse” e un montaggio veloce, ci sono i kolossal che trasudano dollari da ogni inquadratura, ci sono gli horror (non tutti per fortuna) con i loro luoghi comuni e gli oggetti immancabili (la porta scricchiolante, l’auto che non parte, etc.).

E poi, in una categoria o, forse sarebbe meglio dire,  mondo a parte c’è il cinema di Wes Anderson. La sua ultima fatica, The Grand Budapest Hotel (in Italia il “The” scompare dal titolo) racchiude in se tutta l’essenza e lo spirito del suo grande padre. Ah se ce ne fossero di più di registi come lui…

Il lungometraggio, che in pratica è la storia del legame profondo che si instaura tra il concierge dell’hotel che dà il nome al film (e che incombe sempre sullo sfondo della storia, come una sorta di “attore invisibile”) e un impiegato neo assunto che diventerà il suo protetto (ma non sveliamo nient’altro per non rovinarvi tutte le peripezie dei due che meritano di essere viste più che lette), è nettamente sopra la media dei film usciti quest’anno/l’anno scorso e, sebbene non sia un film per tutti (il cinema di Wes Anderson ha bisogno di più visioni per farsi apprezzare), merita senza ombra di dubbio di essere visto.

Immaginifico, surreale, a tratti come impazzito nella sua follia, The Grand Budapest Hotel è un grande affresco, un quadro immenso contenete una miriade di luoghi (Grand Budapest su tutti, nella sua grandiosa decadenza), personaggi, vicende che si mescolano dando vita a qualcosa più di un film. Arte? Forse…

Non è sicuramente una commedia nel senso comune del termine: fa sì ridere in alcune scene, ma non sono risate di pancia; le commedie di Wes Anderson hanno sempre dei risvolti drammatici/tristi e questo film non fa eccezione. Una risata amara, ecco…

Il cast di attori (stellare a dir poco) è brillantissimo nell’offrire performance veramente convincenti: Ralph Fiennes e l’esordiente Tony Revolori fanno scintille insieme, ma non possiamo certo dimenticare Saoirsie Ronan, Bill Murray, Owen Wilson, Edward Norton, William Dafoe, il grande F. Murray Abraham, Jude Law e i tanti altri bravissimi attori.

 

Un film che fa centro, senza ombra di dubbio.

Voto: 7/8!

 

 

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