OLTRE IL FILM: CAPTAIN AMERICA

Mercoledì prossimo uscirà nei cinema italiani (i nostri amici a stelle e strisce per una volta dovranno aspettare qualche giorno in più, il 4 aprile) il nuovo  tassello della saga cinematografica targata Marvel/Disney: Captain America: The winter soldier.

Le attese per questo secondo capitolo delle avventure del nostro buon vecchio Capitano sono alle stelle (qualcuno al di là dell’oceano parla già del miglior film Marvel mai realizzato fino ad ora) poichè la pellicola si prospetta come un vero punto chiave (e di svolta?) dell’intera fase 2 di questo universo cinematografico (per intenderci quella che comprende Iron Man 3, Thor: The dark world, Captain America: The winter soldier e i prossimi Guardians of the galaxy e, ciliegina delle ciliegine, The Avengers: Age of Ultron) che tanto ha appassionato gli spettatori di tutto il mondo.

Ma mettiamo il caso che qualcuno di voi fino ad adesso abbia vissuto in qualche remota caverna fuori dal mondo e non sappia neanche chi sia quel simpatico omino vestito con un improbabile costume a ‘mo di bandiera statunitense che salva più e più volte il mondo… Come può fare?

Semplice, continuare a leggere questo articolo di Recensioni Casuali in cui vi diremo tutto quello c’è da sapere di importante sul “primo vendicatore” 😉

Capitan America nasce come fumetto (targato Timely Comics… La futura Marvel!) nel 1941 e viene fin da subito identificato in chiave propagandistica (siamo in piena guerra mondiale) ottenendo uno straordinario successo. Sapete come sono fatti gli americani… Mescolategli insieme guerra (in cui vincono), supereroe (vestito addirittura con la loro bandiera), ideali su ideali, un nemico da combattere (chi meglio dei nazisti?) e otterrete tante facce in visibilio!

Fatto sta che la guerra finisce, il fumetto crolla per quanto riguarda le vendite e la parola “fine” sembra venir messa sulle avventure del nostro eroe.

La parola “sembra” non è messa lì a caso perchè nel 1961 ci pensa un certo signore di nome Stan Lee (idolo!) a dargli una vera e propria seconda vita. Gli elementi più “statunitensi” gli vengono tolti, così come non è più l’eroe tutto sicuro e di un pezzo della sua precedente vita cartacea (nel corso della sua storia avrà spesso delle crisi che potremmo chiamare di “identità”) e, soprattutto, diventa il vero leader della formazione dei Vendicatori, il gruppo più fico dei supereroi targati Marvel. Da questo momento in poi il suo successo non svanirà più, tanto che nella classifica dei migliori 200 personaggi dei fumetti stilata da Wizard Magazine si trova al settimo posto.

Visto che lo scopo del nostro articolo non è quello di scrivere una biografia del personaggio (finiremmo domani, anche perchè in realtà i Capitan America che si sono succeduti sono più di 4!) ma di inquadrarlo, soprattutto cinematograficamente parlando, andiamo subito al sodo!

Il supereroe chiamato Capitan America altri non è che Steven (Steve) Rogers, giovane ragazzo che vuole arruolarsi nell’esercito per dare un contributo durante la II Guerra Mondiale. Animato da grande patriottismo e da un senso di responsabilità e giustizia davvero alto, viene purtroppo scartato durante le selezioni poiché ha un fisico troppo gracile e inadatto alle fatiche che un conflitto di così grandi proporzioni determina.

La grande occasione arriva quando si offre e viene scelto come volontario per testare uno speciale siero ideato da Abraham Erskine, un geniale biochimico. Questo siero, detto “del supersoldato”, dona (come suggerisce il nome) doti fisiche e atletiche straordinarie, trasformando completamente il corpo di Steve. Visto il brillante risultato si pensa di somministrare questo incredibile siero anche ad altri soldati, in modo da creare un vero e proprio super esercito. Il problema è che il Prof. Erskine viene ucciso da una spia nazista e la formula per creare questo siero viene persa per sempre: Steve Rogers resta l’unico beneficiario.

Con il suo fidato amico, nonché partner di avventure, si reca allora in Europa e ingaggia vari combattimenti contro i nazisti e contro colui che diverrà il suo più grande nemico: Teschio Rosso. Tutto sembra filare per il verso giusto fino a quando avviene un evento shock: dopo aver perso Bucky (o meglio… dopo aver pensato di aver perso) in uno di questi violenti scontri, Rogers/ Capitan america per evitare la distruzione di Londra (di New York nel film) decide di sacrificare la propria vita facendosi esplodere insieme alle bombe inviate dal teschio Rosso (nel film) e precipitando così con l’aereo che le portava nell’oceano Pacifico.

Miracolosamente ancora in vita, viene ritrovato congelato oltre 70 anni dopo dallo Shield capitanato da Nick Fury. Quest’ultimo gli proporrà di entrare a far parte del progetto Vendicatori e di salvare così ancora una volta non solo gli Stati Uniti ma il mondo intero. Il buon Capitan America ovviamente dovrà fare i conti con una situazione emotiva non facile: puoi essere l’uomo più forte del mondo o quello con gli ideali più alti, ma risvegliarti all’improvviso in un’altra epoca non facile, e Steve lo proverà sulla sua pelle.

In questa nuova avventura cinematografica quest’ultimo aspetto verrà ulteriormente indagato e, quando un nuovo temibile nemico (il Soldato di Inverno) si manifesterà, Steve Rogers capirà che, forse, i conti con il suo passato non sono del tutto chiusi.

Vi aspettiamo fra una settimana esatta, qui sul blog, per la recensione di Captain America: The winter Soldier! Non mancate!

Il vostro Ieie.

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