12 ANNI SCHIAVO

Candidato a 9 premi Oscar (tra cui miglior film, miglior regista e miglior attore protagonista), vincitore del Golden Globes come miglior film drammatico e vincitore di ben altri 118 premi cinematografici.

Lodato e apprezzato dalla stampa di tutto il mondo: “Se Djiango ha aperto la porta, 12 Anni Schiavo l’ha spalancata” (Variety), “Di film così ce n’è uno ogni mille” (L.A. Times), “magistrale, strepitoso, un film che rimarrà nella leggenda” (The Huffington Post), “Potente, magnifico, sbalorditivo” (N.Y. Times), “Il film dell’anno” (The Indipendent).

Alla luce di tutto ciò, non c’è ombra di dubbio: 12 Anni Schiavo ha lasciato il segno. Uscito da poco in Italia, è IL film favorito nella corsa agli Oscar (i premi verranno assegnati nella notte tra il 2 e il 3 marzo) e la cosa non sorprende. 12 Anni Schiavo è un ottimo film, ben diretto, con ottimi attori e ambientazioni veramente efficaci (l’affresco dell’america schiavista dell’800 è davvero ben fatto e i costumi/ abiti dell’epoca sono meravigliosi) e con una storia (vera, tra l’altro) solida e avvincente alla base. È sicuramente uno dei film (se non Il film) che meglio tratta la storia della schiavitù dei neri negli Stati Uniti del sud, mostrandola con una grandissima efficacia e scuotendo lo spettatore dal suo torpore. La violenza (impiccagioni, frustate, violenze sessuali, etc.) è presente in quasi tutto il film e, nei momenti in cui essa sembra non apparire, aleggia minacciosa nell’aria, pronta a fare il suo triste ingresso in scena. Ma è proprio questa violenza che costituisce il punto di forza del film: non è finzione, non è favola, è realtà. Tutto questo è successo veramente e Steve McQueen, il regista, non perde occasione per ricordarcelo.

La storia parla di Solomon Northup, violinista di colore e uomo libero di Saratoga (stato di New York), che viene ingannato, privato dei documenti, arrestato e poi venduto come schiavo nelle piantagioni del sud. Passerà 12 anni di inferno ma, incredibilmente, dopo una serie di vicende e di incontri riuscirà a fare ritorno a casa.

È inutile descrivere in parole ciò che il film mostra poiché uno dei punti di forza di quest’ultimo è proprio la forza delle immagini. Da vedere per tutti coloro che sono interessati, o per lo meno incuriositi, dall’argomento o che magari volessero solo passare la serata davanti a un film serio e impegnato.

PUNTI DI FORZA: Ambientazione ben ricostruita e davvero bella, la violenza mai fine a se stessa (del tipo “mostriamo un po’ di carne scuoiata tanto per creare disgusto”) e ottimi attori (Ejiofor, il protagonista, è veramente bravo, Fassbender è un “cattivo” perfetto e merita davvero l’oscar, Cumberbatch, lo Sherlock televisivo, dà vita all’interpretazione del padrone buono, ma che si adegua purtroppo alla realtà delle circostanze, mentre Brad Pitt e Lupita Nyong’o si dimostrano ben calati nella parte, soprattutto la seconda).

PUNTI DEBOLI: Il protagonista sembra più una “marionetta” spostata di qua e di là dagli eventi piuttosto che un persona con una propria coscienza; all’inizio rifiuta la schiavitù con forza ma poi punta solo a sopravvivere (che sia invece proprio questo il messaggio che McQueen vuole dare?)

Voto: 8+!

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: