Una parola su Sanremo 2014… Permettete?

Anche quest’anno è finito Sanremo, con tutti gli annessi e connessi. Amato da molti, odiato da tanti altri, sicuramente è uno dei pochi (se non IL) “main event” della televisione italiana che ci sono rimasti in eredità dal passato. Canzoni, conduttori, ascolti, ospiti, polemiche… Il festival della canzone italiana non passa mai inosservato! E, ovviamente, noi di Recensioni Casuali non potevamo non parlarne!

Non c’è dubbio che questa edizione di Sanremo, la 64a della storia, sia stata un po’ sotto tono… Un po’ tanto sottotono. Non un brutto festival per carità, ce ne sono stati  in tempi recenti di peggiori (l’edizione del 2008 ad esempio), ma la cosa che più salta all’occhio è l’abisso che lo separa dall’edizione dell’anno scorso, una delle migliori in assoluto. E la cosa che più (mi) lascia perplessi è che i conduttori sono gli stessi! Fabio, Luciana… Cosa è successo? Probabilmente non avremo mai una risposta.

Mai quanto quest’anno il festival è apparso sotto molti punti di vista vecchio, lento e a tratti soporifero. E i momenti/trovate divertenti sono state più che altro delle isole felici in mezzo a un mare di lentezza che la prassi (come dovrebbe essere). Quest’anno il festival ha mostrato tutte le rughe che un 64enne ha ed è un vero peccato perché negli anni precedenti si era fatto un superlavoro per “svecchiarlo” (e se c’era riuscito un baldanzoso Gianni Morandi che, nonostante la sua energia da ragazzo, è un signore di 70 anni, ce la si poteva fare anche questa volta!).

Tutto brutto quest’anno quindi? Certo che no!

CONDUTTORI: 6. Fabio Fazio e Luciana Littizzetto sono bravi in quello che fanno e, soprattutto, lo sanno fare (il primo condurre e la seconda “scompigliare” tutto) ma quest’anno non hanno funzionato. Per riallacciarci al discorso di prima, sembrano la copia, piuttosto pallida, dei due super conduttori dell’anno prima. Riescono comunque a proporre vari momenti divertenti (Luciana con il mago Silvan, Fabio con la sua, sorprendente, autoironia) che li salvano dall’insufficienza, ma non possono aspirare a nulla di più. Peccato.

CANZONI e CANTANTI: 7. Non dimentichiamoci che Sanremo è prima di tutto un festival musicale, “il festival della canzone di Sanremo”, e che quindi la musica e, le CANZONI, dovrebbero essere sempre al primo posto in quanto attenzione e cura dedicatagli. Non è sempre stato così, è vero, ma con Fazio le cose sono migliorate e magari non tutte le canzoni saranno belle, ma di sicuro il livello è migliorato. Arisa vince con “Controvento”, una bella canzone delicata, non un capolavoro ma un giusto riconoscimento per la vittoria scippatale 2 anni prima da Emma (“La notte” era qualcosa di superlativo), voto: 7 e 1/2. I secondi classificati, Gualazzi e The Bloody Beetroots (mito!) che portano un po’ di freschezza unendo un po’ di musica “dance” con lo stile di Gualazzi, voto: 7+. Renzo Rubino, sorpresa del festival, non mi è piaciuto molto ma la canzone non era male, voto: 6. Per quanto riguarda gli altri si passa dalle delusioni (Ron e Giusy Ferreri su tutti), alle parziali delusioni (Noemi cavoloooooooooooooo!!!) fino alle piacevoli sorprese (Perturbazioni).

OSPITI: 7. Come ogni anno non mancano gli ospiti, anche se siamo lontani dai supermegaiper ospiti degli anni passati (ma non so se sia un bene o un male). Il 7 è ottenuto facendo una media tra tutti, con i vari alti e bassi. Partendo da Laetitia Casta (ma ti prego, uno dei punti più bassi di questo Sanremo, voto:4) e arrivando alle super esibizioni di personaggi come Stromae (8), Ligabue (7 e 1/2) e Crozza (7+).

 

STRUTTURA DEL FESTIVAL: 5. Vale quello scritto all’inizio: troppo lenta, troppo smorta, troppo lenta. Ci vuole ritmo, ritmo!!!

NOTA DI MERITO: PIF. Il suo “pre-festival” è qualcosa di divertente e innovativo e la sua aria spensierata contribuisce non poco alla buona riuscita dell’operazione. Complimenti alla vera rivelazione di questo Sanremo!

In conclusione, questo festival è stato un mezzo passo falso, troppo vecchio per catturare e troppo lento per appassionare, e l’anno prossimo la Rai dovrà fare uno sforzo maggiore per risollevare questo bene della nostra televisione. Perché alla fin fine… Sanremo è sempre Sanremo!

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