Un anno senza CSI: MIAMI

Sapete, quando una serie finisce non è mai facile farsene una ragione.

Soprattutto se quella serie durava da 10 anni… Soprattutto se quella serie aveva rivoluzionato il modo di rappresentare il genere dei “police procedural” sul piccolo schermo… Soprattutto se quella serie era una delle più viste e famose al mondo (con grandi picchi di ascolto in Europa)… Soprattutto se quella serie aveva come protagonista un mito di attore come David Caruso… Soprattutto, beh… Soprattutto se era la tua serie preferita.

Quella serie televisiva ha un nome: CSI: MIAMI.

Ma partiamo dall’inizio della storia.

É il lontano 2002. Csi è nel pieno della sua seconda stagione e raccoglie ogni giorno di più consensi sia di critica che di pubblico, ponendosi come una delle protagoniste della stagione televisiva statunitense. La Cbs (rete televisiva su cui va in onda), visto il grande quanto inaspettato successo, decide di dare vita a uno spin-off, un’altra serie che ricalchi da vicino quella originale ma che si distingua da quest’ultima per ambientazione e personaggi: nasce così Csi: Miami.

Così, in un tranquillo 9 maggio americano, viene mandato in onda l’episodio pilota (che in realtà è più un back-door pilot, ovvero un episodio pilota trasmesso all’interno di un’altra serie già esistente e che quindi fa parte dell’arco narrativo di quest’ultima) intitolato “doppia giurisdizione” (Cross-Jurisdictions) in cui il team di Las Vegas si reca a Miami facendo conoscenza della sua controparte floridiana. Quello che succede dopo è noto a tutti: l’episodio ha un ottimo riscontro di pubblico e la prima stagione della nuova serie viene messa in cantiere.

La vita televisiva di Csi: Miami durerà per ben dieci anni (10 stagioni), dal fatidico 2002 al triste canto del cigno nel 2012, riscuotendo un notevole successo in termini di critica e di ascolto, soprattutto a cavallo del 2006, anno in cui risulterà essere la serie tv più vista al mondo. Negli ultimi anni, tuttavia, un costante calo di ascolti in patria (anche se erano più di 10 i milioni di americani che seguivano ogni singolo episodio… Per non parlare dell’Europa, in cui si collocava al secondo posto come serie tv più acquistata all’estero) e un aumento marcato dei costi di produzione fecero balenare nelle menti dei dirigenti della Cbs una sua possibile cancellazione. Cancellazione che venne annunciata dopo la messa in onda della decima e ultima stagione, privando così Csi: Miami di un finale degno di questo nome (numerose furono le polemiche).

La storia di Csi: Miami segue le vicende che ruotano intorno alla squadra del “turno di giorno” della polizia scientifica della città e, sebbene sia accomunata alla serie madre per quanto riguarda il metodo di indagine e la ricerca delle prove, in essa è più preponderante il peso dell’azione che dell’analisi scientifica. Fu proprio quest’ultima peculiarità a decretarne il successo.

Nel corso degli anni il team è rimasto sempre più o meno lo stesso e ciò ha favorito un forte attaccamento ai protagonisti della serie: Calleigh, Eric Delko, Ryan Wolfe, Natalia Boavista, Alexx, Frank… tutti volti e nomi difficili da dimenticare. Forte attaccamento che si è visto soprattutto quando qualcuno di loro è morto: Tim Speedle e Jesse Cardoza su tutti. Sigh…

Ma il vero protagonista e la vera anima di Csi: Miami era ed è lui, uno dei pochi attori capaci di bucare lo schermo con una classe e una efficacia mai vista prima: David Caruso, alias…

Horatio Caine!

Parliamoci chiaramente: tutti sanno chi è, anche chi non ha mai visto una puntata della serie. Tratti distintivi? Beh: occhiali neri che porta sempre con se, capelli rossi, un senso della giustizia e della lealtà talmente alto che lo vorrei qua in Italia a capo delle nostra polizia e quelle sue micidiali frasi ad effetto che mi, ci facevano impazzire.

E quale modo migliore di congedarci da questa grande serie tv se non citandone qualcuna?

A(altro personaggio): “Tenente, questa volta è nella posizione sbagliata! Con questa arma di ultima generazione posso spararle mille colpi prima che lei ne spari u…” Horatio gli spara in fronte e si avvicina. H: “Beh, a quanto pare… Quel colpo è bastato!”

A: “Che cosa vuole?”  H: “Semplice… Voglio lei. E la prenderò.”

A: “Questa famiglia era venuta qui per coltivare il sogno americano…”  H: “Si, peccato che sia appena diventato un incubo.”

A: “Tenente! Tutti muoiono prima o poi!”  H: “Già… Ma alcuni prima di altri!” e spara.

H: “Se dormi col diavolo ti risvegli all’inferno!”

A: “Sono stato assolto…”  H: “Si, ma questo non vuol dire che lei sia innocente.”  A: “Se ha le prove mi telefoni.”  H: “Glielo garantisco.”

H, dopo aver ucciso circa una ventina di sicari in sud america e sul punto di sparare all’ultimo: “Giustizia dei Mala Noches… Ti presento la giustizia di Miami!”

Yeaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaah

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One thought on “Un anno senza CSI: MIAMI

  1. […] (proprio da classico americano nei film) e dei sunglasses moment. Insomma chi non vorrebbe un Horatio Caine a difendere la propria […]

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