Piccolo grande Hobbit

Finalmente è uscito nei cinema di tutto il mondo il secondo capitolo della trilogia tratta dal romanzo de Lo Hobbit del grande Tolkien (nonché prequel de Il Signore degli Anelli), ovvero “Lo Hobbit: La desolazione di Smaug“!

Vi confesso subito una cosa: sono un grande amante dei film fantasy, a maggior ragione se sono delle vere e proprie saghe (Narnia, la già citata trilogia del Signore degli Anelli, etc.) e quindi non vi sorprenderete di certo se vi dicessi che a me “La desolazione di Smaug” è piaciuta, e anche tanto. Di desolante in questo film non c’è proprio nulla! (perdonatemi il pessimo gioco di parole)

In questo secondo lungometraggio Bilbo (un bravo Martin Freeman), Gandalf (vedi più sotto) e i 12 nani capitanati da Thorin Scudodiquercia (un convincente Richard Armitage) procedono con il loro viaggio alla riconquista del loro regno perduto, finendo a un certo punto per dividere le loro strade e facendo nascere due storie contemporanee: Gandalf da una parte, in lotta contro un antico male risorto (filo diretto con il Signore degli Anelli) e i nani più Bilbo che, in un grandioso finale, dovranno vedersela con il terribile drago Smaug (forse il miglior drago cinematografico di sempre… Per non parlare del magnifico doppiaggio di Luca Ward).

Non c’è sbavatura in questo film, ogni luogo, da Bosco Atro a Pontelagolungo , è curato e rappresentato alla perfezione, per non parlare dei personaggi, la vera anima di questa trilogia! Se nel primo film venivano minuziosamente descritti in tutte le loro caratteristiche lasciando in certi punti spazio alla noia, nel secondo li ritroviamo che già li conosciamo, con i loro tratti distintivi e questo evita quella sorta di lungaggine presente in alcuni spezzoni del capitolo precedente.

Il merito di tutto ciò va ovviamente a Peter Jackson. É vero, ha diviso un libro di neanche 350 pagine in addirittura tre film… É vero, ha inserito numerose parti e personaggi che nella controparte cartacea non ci sono (Legolas su tutti)… Ma davanti alla potenza immaginifica di questo film, alla sua forza fantastica, tutto ciò diventa chiacchiera e basta. Voleva ricollegarsi alla trilogia del Signore degli Anelli e lo ha fatto, giungendo anche a inserire vicende e personaggi che, appunto, nel romanzo non compaiono. Ci vuole coraggio per farlo, per sfidare un maestro come Tolkien ma lui lo ha fatto, e ha vinto.

Sfido chiunque, specialmente gli appassionati dei libri dell’autore britannico, a dirmi che questo connubio Jackson – Tolkien non funziona sul grande schermo, perchè è esattamente l’opposto!

Nota di merito a Ian McKellen, il caro vecchio Gandalf, che mostra una bravura impressionante. Di gran lunga il migliore attore della saga, bravo!

E per concludere… mi sono innamorato. Immagino le vostre facce… “Si è innamorato?”

Si, di lei: Evangeline Lilly (bellezza e bravura allo stato puro)!

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