LA MAFIA SECONDO PIF

« Ma la mafia ucciderà anche noi?
Tranquillo. Ora siamo d’inverno. La mafia uccide solo d’estate. »

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Ci sono film che fanno strappano sorrisi amari. Altri che fanno ridere di gusto. Ci sono film che fanno piangere. Ci sono film che fanno pensare, riflettere. Ci sono film che sono un colpo al cuore. Ci sono film che fanno rabbia, molta rabbia.

Ecco, La mafia uccide solo d’estate è un po’ tutto questo, racchiude dentro di se esattamente tutte queste caratteristiche.

Mafia unita a commedia. Come esordio cinematografico Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, non poteva scegliere qualcosa di più difficile. Ma riesce alla grande nel suo compito: far ridere, far piangere e, forse più importante di tutte, far pensare.

Pif riesce a non creare un film pesante (e, parliamoci fuori dai denti, è una impresa vista la delicatezza dell’argomento) mettendo in primo piano la storia di un bambino, Arturo, nella Palermo mafiosa degli anni ’70, ’80 e ’90 e del suo eterno amore Flora, una compagna di classe. Una storia che si svilupperà negli anni con varie peripezie fino alla giovinezza e al lieto fine.

Ma è dopo i primi minuti di film che ci si accorge che in realtà, anche se potrebbe sembrare, questa non è la storia principale.

La storia principale, che emerge con forza, è la biografia della Palermo (ma non solo) di quegli anni (domanda: si può fare una biografia di una città? Beh… Non conosco la risposta, ma Pif lo fa, o almeno si avvicina dannatamente a farlo!), dei suoi legami con la mafia, del rapporto che i suoi abitanti hanno con la mafia… e con chi la combatte.                                                                            
Arturo incontra, inconsapevolmente, molti di questi personaggi: Boris Giuliano e Carlo Alberto dalla Chiese su tutti. E li incontra in luoghi “normali”, comuni, come ad esempio una pasticceria.

Stesso discorso vale per i boss mafiosi, rappresentati mentre cercano di far partire un condizionatore, ritagliano foto della loro cantante preferita o aspettano la nascita della figlioletta. La forza di Pif sta proprio in questo, rappresentarli non come orrendi criminali (cosa che sono) ma come persone comuni, come a dire “hey, non ti immaginare che siano chi sa cosa e vivano chi sa dove perché potrebbero essere tranquillamente i tuoi simpatici vicini di casa”.

Pif sceglie inoltre di inserire nel film i veri omicidi e funerali di dalla Chiesa, Falcone e Borsellino. E sono un colpo al cuore, un grandissimo colpo al cuore.                                  
                                                                                                                     
Capisci in questi momenti che La mafia uccide solo d’estate non è e non può essere solo una commedia. È di più.

Non penso ci siano grandi lati negativi in questo film, forse solo la storia d’amore che in alcuni tratti non è approfondita abbastanza (ma non si poteva fare altrimenti) e lo stile di Pif, ricalcato sulla serie di MTV Il Testimone, che c’è a chi piace e a chi no.                    
A me piace, e anche tanto.

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In conclusione vi consiglio vivamente di vederlo, se non al cinema anche più avanti quando uscirà in dvd, perché è una ottima risposta alla domanda “che cos’è la mafia?”.

Comunque sia, applausi per Pif e per il suo film, La mafia uccide solo d’estate, un lungo sorriso amaro.

Ieie =)

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